Seguici su

Attualità

Tentato omicidio a Grignasco: il figlio condannato a 7 anni

L’episodio dello scorso ottobre ebbe anche un importante seguito mediatico.

Pubblicato

il

Tentato omicidio a Grignasco: il figlio condannato a 7 anni. L’episodio dello scorso ottobre ebbe anche un importante seguito mediatico.

Tentato omicidio a Grignasco: il figlio condannato a 7 anni

Si è chiuso con una condanna a sette anni di reclusione il processo a carico di Gabriel Attena, il 23enne di Grignasco accusato di aver tentato di uccidere il padre lo scorso ottobre. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Novara lo ha ritenuto responsabile di tentato omicidio al termine del rito abbreviato, che ha comportato la riduzione di un terzo della pena.

I fatti risalgono alla notte tra il 12 e il 13 ottobre 2025. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe aggredito il padre Ciro 72enne mentre dormiva sul divano, colpendolo con un coltello al volto e al collo. L’uomo, pur gravemente ferito, riuscì a difendersi in parte con le mani. Fu la compagna, che si trovava nella stanza accanto, a lanciare l’allarme: il ferito venne trasportato d’urgenza all’ospedale di Borgomanero in condizioni critiche, ma i medici riuscirono a salvarlo.

L’arresto del giovane

Fin dai primi momenti, i sanitari compresero la natura violenta dell’accaduto e informarono le forze dell’ordine. I carabinieri avviarono subito le ricerche, individuando il 23enne poche ore dopo mentre usciva da un’area boschiva nei dintorni. Nei pressi venne trovato anche il coltello utilizzato nell’aggressione, ancora sporco di sangue. Il giovane fu quindi arrestato.

Durante il processo, la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a sei anni e otto mesi, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Annalisa Lipari, aveva puntato a una riqualificazione del reato in lesioni personali, sostenendo l’assenza dell’intenzione di uccidere. Una linea che non ha convinto il giudice.

La perizia ha stabilito la capacità di intendere

Determinante anche la perizia psichiatrica disposta sul 23enne, che lo ha ritenuto capace di intendere e volere e quindi processabile. Dopo l’arresto, Attena aveva raccontato di aver agito in seguito a “flash” legati a un sogno in cui il padre tradiva la madre e doveva essere punito. Una versione che non ha trovato riscontri e che non ha chiarito il movente, rimasto di fatto senza una spiegazione.

Attualmente il giovane si trova detenuto nella casa circondariale di Aosta. Il padre, una volta ristabilito, non si è costituito parte civile nel processo e, in un’intervista televisiva alla trasmissione “La vita in diretta”, aveva espresso la volontà di perdonare il figlio, sostenendo in un primo momento di essersi ferito da solo. Ora si vedrà se la difesa vorrà ricorrere in appello: la riforma Cartabia prevede che se l’imputato rinuncia all’appello, la pena viene ridotta di un ulteriore sesto.
Nella foto di copertina, Ciro Attena intervistato da “La vita in diretta”

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *