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Valduggia lascia la casa di riposo a 103 anni per restare col gatto

L'ultracentenaria avvertiva una grande mancanza della sua casa e soprattutto del suo micio.

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Valduggia lascia la casa di riposo per tornare alla sua abitazione: troppo forte la mancanza del suo micio.

Valduggia lascia l’istituto

La quotidianità in casa di riposo non faceva per lei: la mancanza del suo gatto era troppo forte. Così dopo quattro mesi di permanenza in casa di riposo, Emilia Dongilli ha scelto di tornare a casa. Una decisione maturata per non lasciare solo il gatto che vive con lei da una decina di anni. E il ritorno, giovedì, è arrivato in prossimità del suo compleanno speciale: la donna ieri ha festeggiato 103 anni, insieme ai parenti e ovviamente al gatto.

Una decisione sorprendente

«A luglio mamma ha voluto andare in casa di risposo – racconta la figlia Giuliana -: la decisione ci aveva sorpreso visto che ha sempre amato la sua indipendenza. L’abbiamo accontentata, nonostante i nostri dubbi, perchè sembrava sicura di quella scelta. Ma la sua permanenza non è durata molto: in questi pochi mesi trascorsi in casa di riposo non era più lei, non accettava nulla, non legava con gli altri ospiti, si lamentava di tutto. Le mancava la sua casa. E il suo gatto, presenza fondamentale nella sua vita. Ci ha detto che l’unica cosa che desiderava era tornare a casa per tornare alla sua vita di sempre, con il suo micio. E appena rientrata in casa si è ricreato quel legame forte tra mamma, molto emozionata, e il suo gatto».

La sua storia

Nata a Cellio il 3 novembre 1916, dopo il matrimonio con Carlo Bassetta, Dongilli si è trasferita a Valduggia e dal paese non si è più spostata. Dal matrimonio, celebrato il 22 dicembre 1939, sono nati i figli Giuliana e Gianni. Rimasta vedova nel 1964, e con i figli entrambi sposati, ha deciso di vivere da sola. E ha ripreso a farlo ora, dopo la breve parentesi in casa di riposo: «Considerata l’età – prosegue la figlia – per garantirle maggiore sicurezza, e poter essere più tranquilli noi, la notte e alcune ore del giorno, le tiene compagnia una donna, che siamo riusciti a farle accettare. Nei prossimi giorni scopriremo se sarà felice di essere tornata alla vita quotidiana nella sua casa». Nella vita Dongilli è sempre stata una grande lavoratrice: per parecchi anni lavorò alla Ragno di Valduggia, quindi alla Manifattura di Borgosesia poi ha proseguito la professione di sarta anche da casa: fino a una decina di anni fa cuciva ancora, ha dovuto smettere per problemi alla vista.

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