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Varallo nasce il primo museo di orologeria antica

L'apertura è prevista nel 2021. Si tratta del primo progetto di questo tipo in Italia.

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Varallo nasce il primo museo in Italia dedicato all’antica orologeria.

Varallo nasce il museo di orologeria

Varallo si conferma realtà di spicco nel mondo della cultura. Già città d’arte, con il sito Unesco del Sacro Monte e la seconda pinacoteca della Regione, Varallo si prepara ad accogliere il primo museo in Italia dedicato esclusivamente all’orologeria antica e alla sua storia. Il progetto museale, avviato da Giacomo Cora e Valentina Santini in collaborazione con Aisor – Associazione Italiana Studiosi di Orologeria di cui Cora è il presidente, vede la sua nascita nel 2019, ma è solo nella primavera del 2020 che iniziano i lavori di ristrutturazione degli interni. L’intervento è volto ad adeguare gli spazi alle esigenze espositive e, secondo le tabelle di marcia, dovrebbe concludersi nella primavera del 2021.

Progetto Moa

Il nascente museo prenderà il nome di “Moa” (Museo di orologeria antica) e sorgerà a ridosso della centralissima piazza Vittorio Emanuele II, per la precisione ai piedi della Collegiata di San Gaudenzio, in un piccolo edificio storico che ha ospitato per molti anni la Guardia forestale dello Stato, ed è ora diventato l’attuale sede dell’Aisor. «Il progetto Moa trova origine nell’esigenza di creare un museo della grande e piccola orologeria che possa comprendere ogni branca della produzione tecnico-artistica di questa meravigliosa arte – spiega Cora – e, attraverso il contatto con il pubblico, soprattutto il più giovane, provvedere alla salvaguardia di un antico mestiere che sta lentamente scomparendo. Oltre agli aspetti conservativi e divulgativi, il Moa nasce anche con l’intento di far conoscere agli studiosi nostrani e internazionali le scoperte di fondamentale importanza per la storia dell’orologeria che si stanno compiendo in Valsesia, grazie al ritrovamento di orologi da torre unici nel loro genere, proprio di fattura nostrana».

La collezione

In aggiunta agli esemplari valsesiani, il resto della collezione museale sarà costituito da orologi frutto di donazioni, di prestiti o comodati di opere provenienti da collezioni private, altri musei o enti. «Al Moa – aggiungono i responsabili – vi aspetterà un viaggio attraverso la storia dell’orologeria, con particolare attenzione al periodo compreso tra il XVII secolo e i giorni nostri, epoca delle più grandi innovazioni tecnologiche in campo orologiero. Durante il percorso espositivo si potrà assistere alla nascita di un ingranaggio, si incontreranno le macchine utilizzate dagli orologiai, per poi passare al frutto concreto di tutto questo sapere: gli orologi. Saranno esposti orologi da tasca, da polso, pendoli d’appoggio, da terra e da parete, per terminare poi con i giganti buoni della nostra terra, i meccanismi da campanile».

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