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Varallo ricorda Franca Leone, stimata prof di matematica

Con il marito Antonio Bondioli coltivava tanti interessi, tra cui la passione per il Sacro Monte. Fu volontaria in biblioteca.

Varallo, addio alla prof Franca Leone. Insegnò matematica alle scuole medie.

Varallo ricorda Franca Leone, stimata prof di matematica

In silenzio, con discrezione, se ne è andata Franca Leone Bondioli. Aveva 77 anni e prima della pensione era stata insegnante di matematica alle scuole medie.

Il ricordo di Piera Mazzone

Dopo la pensione con il marito Antonio coltivava tanti interessi: dall’orto a Villar Perosa, nella casa di famiglia di Antonio, dove si trasferivano da aprile al termine dei raccolti, alla passione per il Sacro Monte.

Persone di grande fede, Antonio e Franca frequentavano la basilica e insieme nel 2009 firmarono il volume: Ex Voto. Nello scurolo della basilica dell’Assunta al Sacro Monte di Varallo, che ha un saggio di presentazione del compianto Professor Pier Giorgio Longo.

Furono preziosi volontari in biblioteca. Devo a loro la digitalizzazione di tutti i giornali storici, realizzata con pazienza, utilizzando uno stativo fabbricato da Antonio per tenere fissa la macchina fotografica; e andando a recuperare le annate mancanti presso il Corriere Valsesiano, in biblioteca Negroni a Novara e in Parrocchia.

Una cosa sola con il marito

Antonio e Franca. Mai li vidi disgiunti, dov’era l’uno c’era l’altra. Antonio espansivo e solare, Franca delicata e discreta. Un rapporto che non aveva bisogno di parole, perché la vita comune aveva cementato quel legame d’affetto al punto che li si identificava in una sola entità.

La loro esistenza mi ricorda la favola di Filemone e Bauci, tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, il racconto dell’Amore, quello con la A maiuscola.

È la  storia di una coppia di anziani coniugi che chiede a Zeus di poter chiudere gli occhi nello stesso momento, in modo da non vedere la morte del compagno e della compagna di tutta una vita. Furono esauditi e vissero insieme ancora a lungo, finché giunse il momento del distacco terreno. Il buon Filemone fu infatti trasformato in quercia e la mite Bauci in una florida pianta di tiglio.

Fuori dal mito l’esistenza per Antonio continua, riscaldata dai ricordi e dall’affetto dei figli Mario, Giovanni e Michele e dagli amati nipotini, dei quali la più piccina tanto ricorda nel sorriso la nonna.

Buon cammino Franca, sono felice di averti conosciuta.

Piera Mazzone, direttrice della biblioteca civica

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Il ricordo di Aristide Torri

Ad Antonio mi lega un’amicizia che dura da circa settant’anni. Nei giorni passati Franca ed Antonio erano soliti passare qualche ora del pomeriggio, seduti su una panchina in piazza Antonini. Parecchie volte mi fermavo a fare una chiacchierata con loro.

Ora riaffiorano al cuore gli sguardi di Franca che serenamente ci ascoltava; e in alcuni casi interveniva per completare, con precise argomentazioni, le nostre chiacchiere. Queste immagini mi verranno alla mente nei momenti nei quali mi ricorderò di lei.

Aristide Torri, presidente del Consiglio di biblioteca

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