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Bonaccio in ospedale lancia un appello: «Difendiamolo tutti»

Dopo alcuni giorni di ricovero, il sindaco di Borgosesia racconta l’esperienza vissuta da paziente e ringrazia medici e infermieri.

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Il sindaco di Borgosesia Fabrizio Bonaccio ha lasciato di recente l’ospedale San Pietro e Paolo dopo alcuni giorni di ricovero. Un’esperienza che gli ha permesso di conoscere la struttura sanitaria cittadina da un punto di vista diverso, non più soltanto come amministratore o visitatore, ma direttamente come paziente.

«Dopo qualche giorno di degenza, esco dal nostro ospedale con la gioia di tornare finalmente a casa, ma anche con qualcosa in più: una profonda gratitudine e la consapevolezza di quanto sia prezioso avere, qui nella nostra valle, un ospedale come il Santi Pietro e Paolo», racconta Bonaccio nel messaggio diffuso dopo il ricovero.

«Ho trovato professionalità e grande umanità»

Il periodo trascorso in ospedale è stato anche l’occasione per osservare da vicino il lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori. «Quando ci si trova dall’altra parte, quando si è pazienti e non semplicemente visitatori, si comprendono ancora meglio il valore e l’importanza delle persone che ogni giorno lavorano per prendersi cura degli altri», sottolinea il sindaco.

«Nel reparto di chirurgia ho incontrato professionalità, competenza e, soprattutto, una grande umanità. Ho visto attenzione, disponibilità, sorrisi e parole capaci di rassicurare anche nei momenti di maggiore preoccupazione. Sono gesti che forse possono sembrare piccoli, ma per chi sta vivendo una situazione di difficoltà diventano enormi».
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Il ringraziamento a medici e infermieri

Bonaccio rivolge quindi un ringraziamento alle persone che lo hanno seguito durante la degenza. «Voglio ringraziare di cuore il dottor Gatti e tutta la sua équipe, il personale infermieristico, la dottoressa Lippi e tutte le persone della sala operatoria. A tutti loro va la mia riconoscenza più sincera, non soltanto per la loro straordinaria professionalità».

Ma il sindaco mette soprattutto in evidenza l’aspetto umano dell’assistenza ricevuta. «Un ospedale non è fatto soltanto di muri, macchinari e reparti. È fatto soprattutto di persone. E quando quelle persone mettono competenza e cuore al servizio degli altri, allora quell’ospedale diventa davvero qualcosa di speciale».

L’appello: «Uniamoci per difendere il Santi Pietro e Paolo»

Dall’esperienza personale nasce infine un appello che Bonaccio rivolge alla città e all’intero territorio valsesiano. «Il nostro San Pietro e Paolo è un gioiello che abbiamo il dovere di riconoscere, difendere e preservare. Facciamolo tutti insieme, senza colori politici, senza divisioni e senza interessi di parte».

«Quando si parla della salute delle persone e del futuro dei servizi della nostra valle, l’unica cosa che dovrebbe contare è la capacità di essere uniti». E conclude: «Oggi torno a casa con il sorriso, ma anche con un pensiero preciso: difendiamo ciò che abbiamo, valorizziamo chi ogni giorno lo fa funzionare e non permettiamo che un patrimonio così importante venga indebolito».

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