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Dopo la denuncia, montascale nuovo per Luigi Dimino
Problema risolto, ma la burocrazia ci mette comunque il becco.
Dopo la denuncia, montascale nuovo per Luigi Dimino. Problema risolto, ma la burocrazia ci mette comunque il becco.
Dopo la denuncia, montascale nuovo per Luigi Dimino
Dopo due settimane vissute da prigioniero in casa propria, finalmente un montascale (provvisorio) per il borgosesiano Luigi Dimino, che così potrà muoversi liberamente. Anche grazie al nostro giornale che ha rilanciato la sua denuncia, dall’oggi al domani una soluzione è stata trovata. L’uomo, noto ex musicista, è tetraplegico e si può muovere solo in carrozzina.
Per salire e scendere a casa necessita di un montascale che però era rotto. Per un paio di settimane Dimino ha chiesto l’intervento della ditta incaricata, ma nulla. E’ rimasto praticamente sequestrato in casa se non fosse per i vicini che lo hanno portato su e giù di peso.
Arrivano i manutentori
Ma dopo lo sfogo pubblico e la lettera del legale di Dimino, l’azienda incaricata della manutenzione si è fatta viva. «Hanno risposto immediatamente – spiega Dimino -. Sono partiti da Torino, hanno preso il montascale rotto e lasciato un altro sostitutivo. In realtà il problema era soltanto un tastino di accensione, avrebbero potuto sostituirlo con un cacciavite sul posto».
Ma la burocrazia prevede ben altro iter: «Adesso faranno una valutazione del danno, poi invieranno il preventivo all’Asl e, se verrà accettato, potranno ordinare il pezzo, attendere il suo arrivo, lo monteranno e poi lo riconsegneranno da Torino. Questa è l’assurdità italiana».
Quanti problemi per la burocrazia
La cosa positiva comunque è che il problema è stato risolto, seppur con tempi decisamente lunghi. Ma Dimino pone una questione: «Non potevano lasciarmi il montascale che mi hanno consegnato? Ed evitare attese e un altro viaggio inutile tra Borgosesia e Torino? Alla fine il tastino rotto, quanto viene a costare a tutti noi?»
E non è la sola problematica riscontrata. «Anche quando sono stato dimesso dall’ospedale per tornare a casa ho dovuto fare fronte a diverse questioni burocratiche. Molti ausili che mi aiutano a muovermi o comunque a portare avanti la mia vita non li avevo a disposizione anche se ne avevo diritto. Ho dovuto attendere molto tempo prima di avere tutto a disposizione. E come me ci sono anche tante altre persone che una volta dimesse dagli ospedali devono acquistare gli ausili privatamente prima di vederseli consegnare dal servizio pubblico».
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