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Imprenditore di Borgosesia due volte eroe per caso. Il racconto di Alba Parietti
Luca Antonio Di Mucci ha salvato un uomo colto da malore in un ristorante. Anni fa aveva soccorso e un ragazzo travolto da un’auto.
Ha mantenuto il sangue freddo nel momento più difficile e il suo intervento si è rivelato decisivo per salvare due persone colpite da arresto cardiaco. Protagonista della vicenda è Luca Antonio Di Mucci, imprenditore borgosesiano che, nei giorni scorsi, si è trovato ad affrontare una situazione di emergenza mentre si trovava in un ristorante con alcuni amici.
«Ero in un ristorante con amici e poco dopo ho sentito la voce di una ragazza che urlava e chiedeva l’aiuto di un medico – racconta –. Il padre aveva perso conoscenza e sembrava non riuscire più a riprendersi. Mi sono avvicinato e ho eseguito le manovre che avevo imparato tempo addietro. L’uomo si è ripreso. Straordinaria è stata anche la figlia che è intervenuta utilizzando il Dae». Un intervento rapido e determinato che ha evitato conseguenze ben più gravi.
“Ho fatto quello che chiunque dovrebbe fare”
Nonostante i numerosi attestati di stima ricevuti, Di Mucci continua a ridimensionare il proprio gesto. «Ho solo agito come tutti dovrebbero fare, niente di straordinario. Certo, l’adrenalina era fortissima, ma non potevo tirarmi indietro. È quello che cerco di insegnare anche ai miei figli: bisogna essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione».
La vicenda ha avuto una risonanza ben oltre i confini della Valsesia. A ringraziarlo pubblicamente è stata anche la celebre showgirl Alba Parietti. «Uno dei miei migliori amici è suo figlio – spiega sul settimanale “Gente” –. Quando ho visto il messaggio pubblicato sui social e tutti quei commenti di affetto sono rimasto senza parole. Io non credo di aver fatto nulla di eccezionale, mi sono semplicemente sentito in dovere di intervenire». La conduttrice ne ha anche parlato su Instagram: clicca QUI.
Un esempio di senso civico che viene da lontano
Per Di Mucci non si tratta nemmeno del primo salvataggio. Qualche anno fa si trovò infatti a soccorrere un giovane di 19 anni investito da un’auto. «Stavo passeggiando con mia moglie quando ho visto il ragazzo a terra privo di sensi. Mi sono precipitato da lui e ho iniziato il massaggio cardiaco e il respiro bocca a bocca. Dopo pochi istanti si è ripreso».
Quel gesto gli valse anche un importante riconoscimento internazionale. «Nel 2021 a Lubiana sono stato insignito di una medaglia durante una cerimonia dedicata alle forze dell’ordine. È stata un’emozione enorme». Eppure Di Mucci non è un sanitario né un volontario. «Ho imparato le tecniche di primo soccorso già alle scuole medie e ho continuato ad aggiornarmi studiando e seguendo corsi. Chiunque può imparare».
L’appello: imparare a intervenire può salvare una vita
Dalle sue esperienze nasce un messaggio chiaro rivolto a tutti. «Questi episodi mi hanno insegnato quanto sia fondamentale la tempestività. A volte bastano pochi secondi e un gesto corretto per salvare una persona. Invito tutti a trovare il coraggio di imparare le tecniche di primo soccorso e a non voltarsi dall’altra parte».
Parole semplici che racchiudono una lezione preziosa. Perché dietro due vite salvate non c’è soltanto il sangue freddo di un uomo, ma la dimostrazione concreta che preparazione, responsabilità e altruismo possono davvero fare la differenza quando ogni istante conta.
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