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Ospedale di Borgosesia, la cardiologia fa il salto di qualità e diventa “struttura complessa”
La giunta regionale approva il piano di sviluppo per il territorio. Carlo Riva Vercellotti: «Investimenti concreti per cittadini e aree montane».
La giunta regionale del Piemonte ha approvato nei giorni scorsi il piano di sviluppo dell’ospedale “Santi Pietro e Paolo” di Borgosesia e della rete sanitaria territoriale della Valsesia. A commentare il provvedimento è Carlo Riva Vercellotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che sottolinea come il progetto rappresenti un nuovo passo nel percorso di rafforzamento dei servizi sanitari destinati ai cittadini del territorio.
Un percorso condiviso per il territorio
Secondo Riva Vercellotti, il potenziamento della sanità valsesiana è il frutto di un lavoro portato avanti da vari attori. «Il potenziamento della sanità valsesiana è il risultato di un percorso di ascolto, confronto e programmazione che vede Regione Piemonte, Asl, amministrazioni locali e mondo imprenditoriale impegnati in una prospettiva chiara: garantire ai cittadini della Valsesia servizi sanitari sempre più vicini alle esigenze della popolazione».
Il consigliere regionale ha inoltre espresso un ringraziamento all’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, evidenziando l’attenzione dimostrata verso il territorio valsesiano. «Voglio ringraziare l’assessore alla Sanità Federico Riboldi per aver sostenuto un progetto che mette al centro le esigenze di un territorio montano, dove mantenere e qualificare i servizi sanitari rappresenta una priorità».
I risultati già raggiunti e le nuove novità
Nel suo intervento, Riva Vercellotti ricorda come il nuovo piano rappresenti la prosecuzione di un percorso già avviato negli ultimi mesi attraverso una serie di interventi destinati a rafforzare l’offerta sanitaria locale.
Tra i principali risultati ricordati figurano:
- investimento di oltre mezzo milione di euro per il Pronto soccorso;
- inaugurazione della Casa della comunità di Varallo;
- attivazione dei posti letto Cavs;
- incremento dell’attività chirurgica;
- potenziamento della riabilitazione;
- ampliamento delle attività ambulatoriali e diagnostiche.
«Oggi arrivano altri due tasselli fondamentali di un percorso nato dall’ascolto delle esigenze del territorio», sottolinea il consigliere.
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Cardiologia più forte e ritorno del Distretto Nord
Le principali novità riguardano il rafforzamento della cardiologia dell’ospedale di Borgosesia e la riorganizzazione della rete territoriale. «Il primo riguarda il rafforzamento della cardiologia di Borgosesia, con l’avvio del percorso per l’istituzione della ctruttura complessa di cardiologia. Si tratta di un salto di qualità importante, che consentirà di attrarre nuovi specialisti e offrire risposte sempre più efficaci ai bisogni dei cittadini».
Accanto all’ospedale, spazio anche alla medicina di prossimità grazie al ritorno del Distretto Nord. «La sanità del futuro non può essere costruita soltanto dentro gli ospedali, ma attraverso una rete capace di accompagnare i cittadini, soprattutto gli anziani e le persone più fragili. L’integrazione tra ospedale, medicina territoriale e strutture di prossimità rappresenta la direzione giusta». Per Riva Vercellotti il risultato è stato possibile anche grazie al confronto con i sindaci della Valsesia. «La Regione Piemonte sta dimostrando con i fatti che i territori periferici e montani non vengono lasciati indietro: la sanità pubblica si difende investendo, programmando e portando servizi dove le persone vivono».
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Daniele
16 Luglio 2026 at 12:15
E come sempre sul povero ospedale di Borgosesia ci costruiscono carriere politiche basate sul niente, come chi promise la mai attivata (per fortuna) rianimazione (o spacciando per tale 4 posti letto monitorizzati!), come quando si fece la struttura complessa di ginecologia ed ostetricia, facendone un doppione con vercelli, ora e’ la volta della cardiologia, in un territorio dove gli HUB di riferimento, con annesso emodinamista, sono vercelli biella e novara, dove i cardiologi sono come tutti gli specialisti oramai dei Dodo introvabili (sfido a conoscere un neo specializzato cardiologo che voglia finire nella futura struttura complessa di Borgosesia dove si vedono casi risicati, non si fa interventistica etc. etc).
Cosa serva ,se non per rebound politico, creare una struttura ad hoc gemella di quella diretta dal Dottor Ramella a vercelli non lo si capisce. O meglio, lo si capisce per il solo tornaconto di voti che entro poco tempo torneranno utili andando alle urne.
PS:Borgosesia e’ un ospedale di montagna che necessita di poche strutture ampiamente funzionati e una pletora di ambulatori per CURARE per davvero i valsesiani, non di scatoloni vuoti dai nomi ridondanti.
silvio
17 Luglio 2026 at 18:10
Sante parole.
Purtroppo siamo alla sanità elettorale :tanti annunci e poca/nessuna sostanza.