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Due notti in crepaccio con pantaloni corti: salvataggio-miracolo per una donna | LE FOTO

Fortunatamente, la donna se l'è cavata con una lieve ipotermia.

Due notti in crepaccio

Due notti in un crepaccio sul Monte Rosa: per gli addetti ai lavori è un “salvataggio miracoloso”.

Due notti nel crepaccio

Un salvataggio fortuito e “miracoloso” sul ghiacciaio del Grenz sul monte Rosa. Per due notti una donna è rimasta in fondo a un crepaccio su un ponte di neve. In realtà nessuno stava cercando l’escursionista (di nazionalità russa ma residente in Germania) che è stata recuperata soltanto martedì. La donna infatti si era avventurata da sola in direzione Capanna Margherita salendo dal lato svizzero. Per di più era senza alcun equipaggiamento: semplicemente, indossava un paio di scarpe da montagna, un paio di pantaloncini corti e una maglietta con felpa. Nessun rampone ai piedi o un sistema per chiedere aiuto in caso di soccorso. Se è ancora viva, lo deve solo alla fortuna. Un gruppo di alpinisti passava per caso non lontano dal crepaccio e lei ha avuto la fortuna di farsi sentire nonostante il vento. Così è scattato l’allarme. A salvarla l’equipaggio dell’Air Zermatt che racconta la vicenda: «In vent’anni di attività un salvataggio così miracoloso non l’abbiamo mai vissuto».

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I soccorsi

Dettagliato il resoconto di quanto successo. «Mercoledì lo specialista di soccorso Helmut Lerjen è stato avvisato per un salvataggio delle colonne sul ghiacciaio di confine. Insieme all’equipaggio di soccorso in elicottero dell’Air Zermatt e ad un altro esperto di soccorso Richard Lehner, è volato verso il luogo dell’incidente – raccontano dall’Air Zermatt -. Un gruppo di alpinisti diretti verso Capanna Margherita avevano lanciato la chiamata di aiuto, in un crepaccio avevano visto una donna». Si tratta di una donna russa residente in Germania che con i pantaloncini, nonostante fosse stata diffidata a proseguire dal personale della Monte-Rosa-Hütter, e senza equipaggiamento è scivolata lungo un crepaccio per una decina di metri. «Per due notti intere la donna è rimasta su un ponte di ghiaccio. Quando è stata recuperata non era ferita, aveva una lieve ipotermia (34° gradi) ed è stata portata all’ospedale più vicino con l’elicottero di soccorso». Si era avventurata da sola e nessuno la stava cercando. «Può ringraziare solo il cielo – concludono i soccorritori -. Un gruppo di alpinisti che passavano di lì per caso l’ha avvistata nella piccola buca in cui era finita».

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