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Tragedia di Ghemme: 17enne al Tribunale dei minori

L'8 ottobre 2017 Gian Carlo Baragioli perse la vita nel bosco, colpito dalla fucilata di un cacciatore. Ora si sono chiuse le indagini

professoressa trovata

Tragedia di Ghemme: dopo un anno dall’incidente di caccia costato la vita a Gian Carlo Baragioli, si chiudono le indagini. Due gli indagati, fra cui un minorenne.

Tragedia di Ghemme un anno fa

E’ trascorso circa un anno da quella terribile domenica in cui Gian Carlo Baragioli perse la vita, colpito dalla fucilata di un cacciatore mentre cercava castagne nei boschi di Ghemme. Due gli indagati per la morte del 59enne di Vicolungo, che dovranno presumibilmente rispondere di omicidio colposo: un minorenne di Ghemme e una 25enne di Carpignano Sesia. Due saranno i procedimenti: uno che farà capo al tribunale ordinario e l’altro a quello dei minori di Torino. Intanto la famiglia della vittima potrebbe prendere in esame di costituirsi parte civile.

I fatti

Era domenica 8 ottobre 2017 quando Gian Carlo Baragioli stava raccogliendo castagne nel bosco tra Cavaglio e Ghemme insieme alla moglie. A un certo punto l’uomo si accovacciò per terra sanguinante. Era stato appena colpito da un colpo di fucile. La donna urlò chiedendo aiuto, arrivarono alcuni cacciatori in zona a portare i primi soccorsi, quindi arrivò il 118 ma ormai per il 59enne non c’era più nulla da fare. Le indagini dei carabinieri iniziarono quel pomeriggio stesso interrogando i vari cacciatori presenti nella zona, vennero sequestrate anche le armi. Qualcuno raccontò di aver visto altre due persone allontanarsi dal luogo dell’incidente, ma questa pista non diede alcun riscontro. Nei giorni successivi vennero fatti rilievi continui sul posto per cercare di capire da dove era partito il colpo.

Le indagini

E’ stata una indagine molto scientifica quella condotta dai carabinieri, avvalendosi anche di intercettazioni telefoniche e ambientali. Segno che qualcuno sapeva cosa era successo quel giorno nel bosco di Ghemme.
Giorno dopo giorno gli inquirenti hanno messo insieme tutte le caselle del puzzle arrivando a ricostruire cosa fosse successo: Gian Carlo Baragioli era stato colpito da un colpo partito da un fucile di un cacciatore che era impegnato in una battuta di caccia, sicuramente scambiato per una preda in movimento. Le indagini sono chiuse e gli avvisi di rito sono stati notificati. Uno alla 25enne di Carpignano Sesia proprietaria del fucile e l’altra a un 17enne (allora 16enne) di Ghemme che invece sparò inavvertitamente. Secondo la ricostruzione la giovane passò l’arma al minore che non aveva però le autorizzazioni per sparare. Sarebbe invece stato proprio il ragazzo a premere il grilletto colpendo il 59enne.

Il processo

E’ ancora da fissare la data dell’udienza preliminare. La donna dovrà comparire davanti al tribunale ordinario e potrebbe prendere in esame il patteggiamento, mentre il giovane verrà giudicato davanti al tribunale dei minori. In questo caso l’avvocato difensore Ivan Colciago del foro di Milano, che difende anche la ragazza, potrebbe chiedere la messa alla prova.
La famiglia di Gian Carlo Baragioli attende giustizia e potrebbe prendere in esame la costituzione a parte civile durante il processo. «Al momento attendiamo che venga fissata l’udienza poi faremo le dovute valutazioni – si limita a spiegare l’avvocato Umberto Caldarera del foro di Novara -. Le indagini sono state fatte in modo scrupoloso». E la famiglia attende giustizia.

Immagine di repertorio

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