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A Gattinara si rischia la vendita “spezzatino” della Sanac

Per sei volte è stata proposta la cessione congiunta dei quattro stabilimenti. Ora potrebbe venire imboccata un’altra strada.

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A Gattinara si rischia la vendita “spezzatino” della Sanac. Per sei volte è stata proposta la cessione dei quattro stabilimenti. Ora potrebbe venire imboccata un’altra strada.

A Gattinara si rischia la vendita “spezzatino” della Sanac

Dopo sei tentativi andati a vuoto, la Sanac di Gattinara (e le sue “sorelle”) è ancora senza un acquirente. E mentre i commissari lavorano al nuovo bando, le anticipazioni che filtrano non rassicurano affatto: il prossimo avviso potrebbe infatti prevedere la possibilità di una vendita separata dei quattro stabilimenti di Macchiareddu, Massa Carrara, Gattinara e Vado Ligure. Un’ipotesi che riaccende l’allarme dei sindacati e che rischia di mettere in discussione l’unità industriale dell’azienda.

Secondo quanto riferito dalle sigle territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, esisterebbe la possibilità — “seppur residuale”, precisano — che il bando introduca una sorta di “spacchettamento” della società, con la cessione dei siti come entità indipendenti. Una scelta che, denunciano, potrebbe facilitare l’acquisizione di alcuni impianti a discapito di altri, mettendo a rischio la tenuta occupazionale e industriale del complesso produttivo, che impiega circa trecento persone.

I sindacati: non se ne parla

I sindacati ribadiscono la loro contrarietà storica e netta a ogni ipotesi di frammentazione, ricordando come la forza di Sanac risieda proprio nell’integrazione dei suoi siti e nella complementarietà delle produzioni. Non a caso, in diverse regioni le organizzazioni sindacali hanno già chiesto un incontro con le amministrazioni locali per capire quali margini di intervento siano possibili.

L’attenzione sul nuovo bando è cresciuta dopo l’ennesima battuta d’arresto: l’ultima procedura, lo scorso giugno, si era chiusa senza esito. La proposta avanzata dalla Grossi Group, che sembrava poter segnare una svolta dopo anni di vicissitudini, è stata infatti valutata dai commissari ma considerata non idonea. Una “doccia fredda”, come l’hanno definita fonti sindacali, che ha rimesso tutto in discussione.

In arrivo un nuovo bando

«I commissari hanno comunicato al Ministero di non accettare l’offerta vincolante e predisporranno un nuovo bando», fa sapere la Cisl. «La lettura è complessa, ma con l’ex Ilva anch’essa in vendita è necessario monitorare l’intero quadro. L’unica speranza, al momento, è lì».

Nonostante l’incertezza, la situazione interna agli stabilimenti resta stabile: i volumi di lavoro continuano ad arrivare, la cassa integrazione non è attiva e, a Gattinara, da ottobre la produzione era ripresa a pieno regime, con reparti funzionanti e anche qualche nuova assunzione. Unico reparto fermo, quello basico, per interventi di manutenzione agli impianti di aspirazione.

Segnali positivi per il lavoro

Negli ultimi mesi i segnali industriali sono stati positivi: la cassa integrazione è scesa dal 40 per cento del 2023 al 10 pert cento di maggio 2024, mentre il fatturato previsto per fine anno dovrebbe raggiungere i 50 milioni di euro, contro i 37 milioni del 2023. In miglioramento anche i rapporti commerciali con l’ex Ilva, principale cliente.

Sanac, leader nazionale nel settore dei materiali refrattari con oltre 260 addetti, rimane dunque un’azienda in condizioni industriali solide. Ma il rischio di una vendita “a spezzatino” getta un’ombra pesante sul futuro della società e dei suoi lavoratori, che ora attendono di conoscere i contenuti del nuovo bando per capire quale sarà il destino dei quattro stabilimenti.

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