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Elasticità e potenza: i segreti che il Taekwondo può insegnare a ogni atleta

Zlatan Ibrahimović lo ha dimostrato al mondo: i suoi gol più impossibili nel calcio nascono da anni di taekwondo che hanno scolpito elasticità, controllo e creatività nei movimenti. Quei calci acrobatici che hanno fatto impazzire San Siro non sono casualità, ma architettura di un talento che ha saputo trasformare l’arte marziale coreana in arma segreta del football moderno.
Dietro ogni rovesciata di Ibra si nasconde una verità che la Federazione Italiana Taekwondo promuove da anni: questa disciplina non è complemento ad altri sport, ma laboratorio di eccellenza motoria. Con oltre 30.000 tesserati e 600 società affiliate, la FITA ha trasformato un’antica arte in palestra di trasferimento atletico capace di rivoluzionare le performance in qualsiasi disciplina sportiva.
Il laboratorio nascosto: come il taekwondo ridisegna l’atletismo moderno
La rivoluzione di Ibrahimović non è nata per caso. Dietro ogni calcio acrobatico che ha incantato San Siro si nasconde una trasformazione biomeccanica profonda, quella che solo il taekwondo sa operare sui corpi degli atleti. Non è questione di muscoli, ma di intelligenza motoria.
Quando un corpo impara i calci a catena cinetica, scopre movimenti che trascendono ogni disciplina sportiva. La mobilità d’anca si espande oltre i limiti immaginabili, il core diventa centrale di stabilità assoluta, gli arti inferiori sviluppano quella potenza elastica che trasforma ogni gesto in arte pura.
La vera magia avviene nel cervello: ogni sequenza tecnica rieduca il sistema nervoso a reagire con velocità fulminea. È come installare un software più avanzato nel computer del movimento, dove ogni stimolo trova risposta immediata e ogni situazione imprevista diventa opportunità di eccellenza.
Il segreto di Zlatan era nascosto nei tatami, molto prima che il mondo scoprisse la sua genialità calcistica.
Bambini e ragazzi: quando il movimento diventa intelligenza
Nell’età dello sviluppo, il taekwondo opera come architetto invisibile della crescita. Ogni calcio diventa lezione di equilibrio, ogni spostamento trasforma la coordinazione fine in strumento di precisione. Non è semplice ginnastica, ma educazione profonda del sistema nervoso centrale.
I bambini che salgono sui tatami scoprono che il loro corpo diventa più obbediente alla mente. Gli schemi tecnici richiedono memoria di lavoro, attenzione selettiva, capacità di passare rapidamente da uno stimolo all’altro. È palestra cognitiva mascherata da gioco, dove ogni sequenza allena contemporaneamente muscoli e neuroni.
Il risultato si vede in campo: più equilibrio nei cambi di direzione, controllo millimetrico nei salti, decisioni istantanee in movimento. Quello che inizia come calcio al tatami si trasforma in intelligenza atletica pura, dove la velocità del pensiero determina la qualità dell’azione.
Una generazione di piccoli Ibrahimović in erba, che scopre il segreto del movimento perfetto molto prima di scegliere il proprio sport definitivo.
Adulti e over 65: dalla performance al benessere
Per chi pratica sport agonistico, il taekwondo diventa laboratorio di potenza trasversale che riscrive le performance. La combinazione di rotazioni del tronco e footwork multidirezionale sviluppa quella stabilità del core che trasforma ogni gesto atletico. Tennisti scoprono servizi più potenti grazie alla catena cinetica perfezionata, nuotatori trovano virate esplosive attraverso la mobilità d’anca conquistata, corridori sviluppano falcate più efficienti con l’equilibrio dinamico affinato sui tatami.
Ma la vera rivoluzione inizia dopo i 65 anni. I programmi di taekwondo adattato privilegiano movimenti controllati e schemi a basso impatto, trasformando ogni lezione in medicina preventiva che ridona autonomia e sicurezza. Non è suggestione, ma evidenza clinica: la stabilità posturale migliora sensibilmente, il rischio di cadute si riduce, la qualità della vita generale si innalza attraverso benefici che toccano anche la sfera sociale.
La Federazione Italiana Taekwondo ha trasformato questa intuizione in progetto concreto. “TaekwondOver”, sostenuto anche da Sport e Salute, porta nelle palestre di tutta Italia percorsi strutturati per la terza età, con momenti pubblici che dimostrano come l’allenamento possa essere sicuro, motivante e coinvolgente per nonni e nipoti insieme. Le modalità di tesseramento agevolate per gli over 65 abbattono le barriere economiche, confermando l’impegno federale verso un’inclusione autentica.
È investimento concreto sulla longevità attiva, dove ogni calcio controllato diventa gesto di indipendenza riconquistata.
Dalla palestra alla vita: la marcia in più che fa la differenza
Il cerchio si chiude dove tutto inizia: sui tatami. Quello che Ibrahimović ha intuito da ragazzo è oggi certezza scientifica: il taekwondo non insegna solo calci, ma riscrive il codice genetico del movimento. La cintura nera conquistata a 17 anni al Malmö Taekwondo non è stato solo un traguardo sportivo, ma l’investimento che ha determinato una carriera leggendaria.
Oggi, da Operating Partner di RedBird Capital Partners e advisor del Milan, Zlatan porta quella mentalità vincente anche nella gestione manageriale, dimostrando come la disciplina appresa sui tatami si trasformi in leadership aziendale. Dal bambino che scopre l’equilibrio perfetto al pensionato che ritrova sicurezza nel camminare, ogni età trova la propria dimensione di eccellenza.
Le palestre affiliate FITA sono distribuite su tutto il territorio nazionale, pronte ad accogliere chi vuole scoprire questa rivoluzione silenziosa. Una lezione di prova può essere l’inizio di un percorso che trasforma non solo il modo di muoversi, ma di affrontare le sfide quotidiane.
La marcia in più di Zlatan può diventare la tua: basta avere il coraggio di provare.
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