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CronacaNovarese

Jason morto a sette mesi, genitori rinviati a giudizio

Il caso scuote Borgomanero: padre e madre restano in carcere e andranno davanti alla Corte d’Assise.

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I genitori di Jason Dolce, il bambino di sette mesi morto il 14 novembre 2024 all’ospedale di Borgomanero, andranno a processo. Il gup Bartolomeo Romanelli ha rinviato a giudizio Carmen Marotta, 27 anni, e Vito Dolce, 28, al termine dell’udienza che si è tenuta ieri. Entrambi respingono le accuse.

Il giudice ha accolto la richiesta del pm Paolo Verri. Tra le contestazioni figurano i maltrattamenti aggravati dalla morte, oltre a lesioni personali, sottrazione di minore e violazione di un provvedimento del giudice relativo all’altra figlia minorenne. Il processo inizierà il 13 novembre davanti alla Corte d’Assise di Novara.

La difesa contesta le accuse

Marotta e Dolce restano quindi in carcere dopo l’estradizione dalla Svizzera avvenuta a giugno. Il giudice ha respinto la richiesta di non luogo a procedere e quella di revoca o sostituzione della misura cautelare avanzate dagli avvocati difensori.

Gli avvocati sostengono che non vi siano legami tra la morte del bambino e le percosse, e quindi che la posizione dei genitori sia molto meno grave di quella prospettata dalla pubblica accusa. In ogni caso, il processo consentirà loro il pieno contraddittorio e ribadiscono che i loro assistiti negano fermamente di avere picchiato il bambino.

Gli accertamenti sulla morte

Jason era stato trovato esanime nella culla e portato al Santissima Trinità di Borgomanero, dove era morto per insufficienza respiratoria acuta. Gli accertamenti successivi avevano però evidenziato lesioni considerate sospette dagli investigatori e un precedente ricovero, quando il piccolo aveva un mese, per ecchimosi e una frattura alla clavicola.

Secondo un consulente della procura, il vomito che aveva soffocato Jason poteva essere collegato anche alle percosse. La difesa propone una ricostruzione diversa e richiama il reflusso gastroesofageo del bambino e le manovre di rianimazione, sostenendo appunto che non esistono prove del legame tra traumi e decesso.

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