AttualitàSerravalle e Grignasco
L’affetto di Grignasco al funerale di don Giuseppe Teglia. LE FOTO
Con la sua gentilezza e il suo sorriso contagioso ha lasciato un segno indelebile: «Entrò nel cuore di tutti noi».
L’affetto di Grignasco al funerale di don Giuseppe Teglia. Con la sua gentilezza e il suo sorriso contagioso ha lasciato un segno indelebile: «Entrò nel cuore di tutti noi».
L’affetto di Grignasco al funerale di don Giuseppe Teglia
Grignasco ha salutato con profonda commozione don Giuseppe Teglia, per tutti semplicemente DJ, il parroco che ha saputo entrare nel cuore della comunità lasciando un segno che va ben oltre il suo ministero. Nel giorno del funerale, celebrato lunedì 5 gennaio a Novara, l’affetto del paese si è manifestato in modo corale, fatto di presenze, ricordi e testimonianze sincere.
Don Giuseppe se n’è andato all’inizio dell’anno dopo una caduta. Il funerale è stato celebrato a Novara. Presieduto dal vescovo Franco Giulio Brambilla, è stato un momento di intensa partecipazione e raccoglimento, nel quale parrocchiani, amici e cittadini hanno voluto rendere omaggio non solo al sacerdote, ma all’uomo. Un uomo che ha saputo essere punto di riferimento, amico e guida.
I ricordi di chi lo ha conosciuto
Tra i ricordi più sentiti c’è quello di Giuseppina Baragiotta, presidente della Pro loco, che con lui ha condiviso anni di iniziative e momenti di comunità. «Era una persona buona e speciale, sempre disponibile – racconta –. Partecipava a tutto con entusiasmo e gentilezza, pronto a dare una mano in ogni occasione».
Don DJ non era solo un parroco, ma una presenza costante e concreta nella vita del paese. La sua partecipazione alle iniziative civiche e sociali testimoniava un modo naturale di unire fede e quotidianità, spiritualità e relazioni umane. «Quando la Pro loco organizzava qualcosa, lui c’era sempre – sottolinea Baragiotta –. Ci mancherà moltissimo».
Presente anche il sindacoi di Cellio con Breia, dove don Giuseppe lavorà parecchi anni fa. Presenti anche i volontari del “Cammino della luce” di Pray, associazione da sempre molto vicina al sacerdote.
“Impossibile non volergli bene”
Numerosi anche i messaggi lasciati dai cittadini: «Con il suo sorriso e il suo stile trascinatore era impossibile non volergli bene – scrive un utente –. Amava stare a tavola con gli amici, vecchi e nuovi, tra risate e ricordi. Amava profondamente la Valsesia». Parole che restituiscono l’immagine di un sacerdote capace di creare legami autentici e di rendere speciali anche i momenti più semplici.
Chi lo ha conosciuto ricorda la sua capacità di ascolto, il senso dell’umorismo, la naturalezza con cui metteva tutti a proprio agio. Le fotografie condivise in queste ore lo ritraggono spesso accanto ai giovani, durante eventi parrocchiali o conviviali, sempre sorridente e attento agli altri. Forte anche il suo legame con la Valsesia, terra che amava percorrere e raccontare, trasmettendone il valore umano e comunitario.
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