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Crisi idrica anche a Valdilana: firmata l’ordinanza che vieta gli sprechi
Si allunga l’elenco dei centri in cui è scattato l’allarme siccità. Vietati irrigazione di giardini, lavaggio di auto e riempimento di piscine.
Anche il Comune di Valdilana è costretto a correre ai ripari contro la crisi idrica. Il sindaco Mario Carli ha firmato un’ordinanza che introduce limitazioni all’utilizzo dell’acqua potabile su tutto il territorio comunale. Il provvedimento entra in vigore con effetto immediato e resterà valido fino alla revoca dell’emergenza.
Valdilana si aggiunge così agli altri Comuni che nelle scorse settimane hanno già adottato analoghe misure per contenere i consumi. In Valsesia sono già undici i centri che hanno emanato ordinanze anti-spreco, da Varallo a Valduggia, da Quarona ad alcuni paesi in alta Valsesia. Ed è molto probabile che l’elenco si allunghi ulteriormente.
Le motivazioni e i divieti
Alla base dell’ordinanza c’è la comunicazione del gestore del servizio idrico, Cordar Valsesia, che ha segnalato la continua diminuzione delle portate delle sorgenti che alimentano gli acquedotti comunali. A pesare è soprattutto il lungo periodo caratterizzato da precipitazioni scarse e dalla conseguente riduzione della disponibilità di risorse idriche.
L’obiettivo è garantire l’acqua per gli usi essenziali, evitando consumi non indispensabili. L’ordinanza vieta quindi l’utilizzo dell’acqua potabile proveniente dagli acquedotti pubblici per attività diverse da quelle alimentari, domestiche, igieniche o imprenditoriali. In particolare è fatto divieto di:
- irrigare e annaffiare giardini e prati;
- lavare cortili e piazzali;
- lavare veicoli privati;
- riempire fontane ornamentali, vasche da giardino e piscine, anche se dotate di impianto di ricircolo;
- utilizzare acqua potabile per qualsiasi uso diverso da quello alimentare, domestico e igienico.
Appello ai cittadini e sanzioni
Nel testo dell’ordinanza il Comune invita anche i cittadini serviti da acquedotti privati a utilizzare l’acqua con responsabilità, sottolineando «la massima importanza della collaborazione attiva di tutti i cittadini» per affrontare una situazione che interessa l’intero territorio.
Chi non rispetterà le disposizioni rischia una sanzione amministrativa compresa tra 25 e 500 euro. L’ordinanza precisa inoltre che, qualora il trasgressore continui a mantenere comportamenti vietati nonostante l’invito degli organi di vigilanza, potranno essere applicate anche le ulteriori disposizioni previste dalla normativa. Il messaggio è chiaro: in una fase di forte criticità idrica ogni spreco può compromettere la disponibilità di una risorsa indispensabile e la collaborazione dei cittadini diventa fondamentale per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile a tutta la popolazione.
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