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Diga sul Sessera, progetto da rifare: esulta il fronte del “no”
L’opera non ha superato la Valutazione di impatto ambientale. I “custodi” prendono in giro il Baraggia con un camion di Maalox.
Diga sul Sessera, progetto da rifare: esulta il fronte del “no”. L’opera non ha superato la Valutazione di impatto ambientale.
Diga sul Sessera, progetto da rifare: esulta il fronte del “no”
«Dopo 16 anni di lotte ambientali porto a casa un risultato importante che così festeggio. A volte si riesce anche quando sembra impossibile». Così scrive Daniele Gamba,storico ambientalista biellese, sul suo profilo social. Il tema è quello della nuova diga sul torrente Sessera: la procedura di Valutazione di impatto ambientale si è chiusa con esito negativo e, senza la proroga del decreto, l’iter torna quindi al punto di partenza. Se il Consorzio di bonifica della Baraggia vorrà proseguire, dovrà ripresentare l’intero progetto.
La vicenda, che si trascina da circa vent’anni, registra così un altro colpo di scena. Le associazioni ambientaliste parlano di risultato importante: di fatto, la mancata proroga azzera tutto. Un elemento che, secondo i comitati, pesa anche sulla credibilità dell’ente promotore.
Cosa prevedeva l’opera?
Il piano riguardava la costruzione di un nuovo invaso sul torrente Sessera. L’obiettivo era migliorare la gestione delle risorse idriche e sostenere il sistema agricolo della Baraggia.
In particolare:
- contrastare le crisi idriche ricorrenti
- rendere più efficienti altri bacini della zona
- garantire riserve d’acqua per l’agricoltura
Il nuovo invaso sul torrente Sessera era insomma pensato per sostituire quello esistente e affrontare le ricorrenti crisi idriche, oltre a migliorare la gestione degli altri bacini della zona e sostenere il sistema agricolo della Baraggia.
“Evitata un’opera devastante”
«Grande soddisfazione per Custodiamo la Valsessera, il Circolo Tavo Burat e il Comitato Tutela Fiumi che in questi anni hanno contrastato l’opera con osservazioni puntuali, ricorsi e manifestazioni pubbliche – scrivono i “custodi” sulla loro pagina social -. Il Consorzio di bonifica della Baraggia non è nemmeno riuscito, in più di 10 anni, ad ottemperare alle prescrizioni ante operam per l’approvazione del progetto esecutivo. Un fallimento che pesa inevitabilmente sulla reputazione del Consorzio. Gli ambientalisti festeggiano: la Valsessera sarà risparmiata da un’opera devastante».
E giusto per chiarire il clima che si respira tra gli ambientalisti…
Lo stop è definitivo?
Non è detto, però, che lo stop sia definitivo. Il contesto è cambiato: normative aggiornate e nuove condizioni ambientali potrebbero influire su una futura valutazione. Resta inoltre l’incognita economica: lo slittamento penalizza il progetto anche sul fronte dei finanziamenti, con possibili ripercussioni nella graduatoria ministeriale. Per ora, l’unica certezza è che l’iter dovrà ricominciare da capo.
E considerando i tempi burocratici, si può parlare tranquillamente di uno slittamento in avanti che si misura in anni.
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