Seguici su

AttualitàSessera, Trivero, Mosso

Incendi, si guarda già al dopo: bonifiche, piste tagliafuoco e mini invasi contro i roghi

A Coggiola il primo tavolo comune sul presente e il futuro dei territori colpiti. Intanto la pioggia aiuta le squadre e diversi fronti rallentano.

Pubblicato

il

Mentre gli incendi tra Valsesia e Valsessera non sono ancora completamente spenti, amministratori e Protezione civile cominciano già a progettare ciò che dovrà accadere dopo l’emergenza.

Ieri, lunedì 17 agosto, a Coggiola si è svolto un tavolo tecnico che, oltre a organizzare il sostegno alle centinaia di persone impegnate contro le fiamme, ha messo sul tavolo tre questioni decisive: la bonifica dei territori devastati, il recupero dei costi sostenuti e una nuova strategia di prevenzione, con piste tagliafuoco e piccoli invasi d’acqua. Intanto la pioggia delle ultime ore ha portato il primo aiuto concreto sui fronti, anche se restano alcune situazioni da seguire.

Dopo il fuoco bisognerà ricostruire il territorio

Per la prima volta dall’inizio della lunga emergenza, lo sguardo comincia dunque a spostarsi oltre lo spegnimento delle fiamme. Al tavolo di Coggiola è stata concordata la futura predisposizione di un piano di bonifica delle aree percorse dagli incendi, che dovrà interessare boschi, sentieri, pascoli e gli altri territori danneggiati.

Un lavoro che si annuncia enorme, considerate le dimensioni raggiunte soprattutto dall’incendio del Monte Barone. Soltanto quando le fiamme saranno definitivamente spente e sarà possibile raggiungere in sicurezza tutte le zone interessate si potrà però avere un quadro completo dei danni ambientali, delle strutture eventualmente compromesse e degli interventi necessari.

Piste tagliafuoco e piccoli invasi per il futuro

Il ragionamento non riguarda soltanto ciò che dovrà essere riparato. Dal tavolo tecnico è emersa anche la volontà di programmare opere preventive per rendere il territorio maggiormente preparato ad affrontare eventuali incendi futuri. Tra le ipotesi ci sono la realizzazione di piste tagliafuoco e di piccoli invasi d’acqua in montagna.

Proprio queste settimane hanno mostrato quanto possa essere determinante disporre di linee sulle quali bloccare l’avanzata delle fiamme e di riserve idriche vicine alle zone operative. Sul Monte Barone, ad esempio, la strada tra Piane e Noveis è diventata una barriera fondamentale, mentre le vasche rifornite dalle autobotti hanno garantito acqua agli elicotteri impegnati nei lanci.

Si prepara anche la richiesta dei rimborsi

Un altro capitolo riguarderà inevitabilmente i costi sostenuti durante una mobilitazione che dura ormai da un mese e mezzo. È stato raggiunto un accordo per procedere, in una seconda fase, alla richiesta di rimborso alla Regione e allo Stato delle spese affrontate durante l’emergenza.

Alla riunione hanno partecipato l’Unione montana dei Comuni della Valsesia, l’Unione montana del Biellese orientale, il sindaco e il vicesindaco di Coggiola e i responsabili della protezione civile di Vercelli, Biella e Novara. Un coordinamento sovraterritoriale reso necessario dalle dimensioni assunte dagli incendi.

A Coggiola centinaia di pasti per gli operatori

Nell’immediato, però, resta necessario sostenere chi continua a lavorare sui fronti. A Coggiola si vuole allestire un campo logistico capace di preparare centinaia di pasti al giorno per vigili del fuoco, volontari Aib e gli altri operatori impegnati nelle operazioni.

L’obiettivo è evitare che uomini e donne schierati nelle zone dell’incendio debbano abbandonare i propri settori per procurarsi cibo, acqua e altri beni essenziali. Una struttura organizzata che consentirà quindi alle squadre di rimanere operative, riducendo spostamenti e tempi morti durante turni già estremamente impegnativi.

La pioggia aiuta, diversi fronti rallentano

Intanto, dal fronte degli incendi arrivano finalmente segnali incoraggianti. A Valbella la situazione viene indicata sotto controllo, anche se resta attiva la vigilanza notturna. Nel Bosco dell’Impero verso Sabbia sono ancora presenti fumarole nel sottobosco, ma il quadro appare gestibile e sono previste nuove operazioni di bonifica.

Nettamente migliorata anche la situazione all’Alpe Campo, dove tuttavia alcuni focolai tentano ancora di ripartire. Proseguiranno quindi gli interventi delle squadre a terra e sarà presente il Dos per coordinare eventuali operazioni aeree. Alla Res, invece, il quadro appare al momento tranquillo.

Postua resta il fronte da combattere

L’emergenza non può però ancora considerarsi conclusa. Nel territorio di Postua rimane infatti un fronte attivo nella zona sopra Alpe Armitto e Alpe Morcei, sul quale saranno concentrate le forze impegnate nello spegnimento.

La pioggia caduta nella giornata di ieri ha certamente aiutato e la speranza è che nuove precipitazioni possano facilitare ulteriormente il lavoro. Dopo settimane trascorse a inseguire fronti e riaccensioni, però, qualcosa sta cambiando: mentre si continua a spegnere ciò che ancora brucia, Valsesia e Valsessera cominciano già a interrogarsi su come curare le ferite lasciate dal fuoco e su cosa fare perché un’emergenza di queste dimensioni trovi in futuro un territorio più preparato.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *