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È valsesiano il re delle salite: Alessandro Marchini si ispira a Pantani

In passato il 36enne ha giocato a calcio come portiere, è stato in politica e da qualche anno ha deciso di dedicarsi alle due ruote.

È valsesiano il re delle salite: Alessandro Marchini è portiere, politico e ciclista.

È valsesiano il re delle salite

Tra un pallone parato e un consiglio comunale ha fatto breccia la grande passione per Marco Pantani. E così Alessandro Marchini a 36 anni è diventato il re delle salite, almeno a livello amatoriale. Lui è valsesiano doc, ha giocato a calcio come portiere, è stato in politica e da qualche anno ha deciso di dedicarsi alle due ruote.

Tesserato con il Team Trapletti

Da un anno e mezzo si è trasferito a Omegna e in questa stagione ha vestito di colori di una squadra bergamasca, il Team Trapletti, dopo essere stato tesserato per il Velo Valsesia. «L’anno scorso avevo vinto tutti e tre i campionati della montagna a cui avevo partecipato, andando a podio in 31 delle 38 gare disputate».

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Vittoria portata a casa

«Grazie a queste vittorie sono stato ingaggiato dal Team Trapletti, una squadra di medio-alto livello affiliata alla federazione ciclistica e ho partecipato a tutte le 12 gare in salita che si sono disputate nel Nord Italia. L’ultima, la cronoscalata del Beato, l’ho anche vinta: primo assoluto dopo un’ascesa di 6 chilometri con alcuni tratti al 20 per cento».

Il primo amore: il calcio

La vita sportiva del valsesiano, però, era iniziata sui campi da calcio: «Ho fatto il portiere, da bambino nella Dufour, poi nel settore giovanile del Borgosesia fino alla Juniores e poi sono passato alla Quaronese e in altre squadre della zona».

L’impegno politico

E tra un tuffo e un altro, ecco la politica: «Sono stato segretario valsesiano della Lega, poi consigliere comunale durante i mandati di Gianluca Buonanno e assessore in Comunità montana». Da un anno e mezzo vive sul lago d’Orta: «Per questioni lavorative e famigliari, legate alla scuola di mia figlia, ma anche per il clima».

Passione per il ciclismo dal papà

«La passione per il ciclismo? Sempre avuta fin da bambino, grazie a mio papà che era grande tifoso di Pantani. Le prime gare, invece, le ho corse nel 2015 e l’anno dopo ho vinto il campionato provinciale in circuito. Poi ho cominciato ad allenarmi per le salite. A livello muscolare e fisico si tratta di fare un lavoro totalmente diverso rispetto a quello del ciclista classico, con sedute da 30 a 50 minuti a elevata intensità».

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