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Natale Belviso bomber a 42 anni e con 300 reti nel curriculum

Il bomber del Lozzolo (classe 1979) ha castigato i portieri nelle ultime due gare.

Natale Belviso segna ancora a 42 anni. «Di gol finora ne ho fatti circa 300. I segreti? Passione e forma fisica».

Nel curriculum di Natale Belviso circa 300 reti

Passano gli anni ma il vizio del gol non lo perde, così come la passione per la musica. Stiamo parlando di Natale “Linuccio” Belviso, classe 1979 che nelle ultime due domeniche è andato in gol con il suo Lozzolo, in Seconda categoria. Una carriera che lo ha visto segnare circa 300 reti e ottenere molte soddisfazioni con tante maglie diverse.

Una carriera lunga e ricca di gol

«Sono cresciuto nelle giovanili di Gattinara, Dufour Varallo e Borgosesia – racconta Belviso –. Poi ho giocato con la Juniores del Prato Sesia, squadra con la quale ho segnato il mio primo gol in prima squadra. Mi ricordo che eravamo impegnati nel derby contro il Sizzano, perdevamo 3-1 poi c’è stata la rimonta e io ho siglato il gol del 4-3 finale».

«Sono passato poi al Lenta dove abbiamo vinto il campionato di Prima categoria. E alla fine di quella stagione sono stato premiato al Piola di Vercelli come miglior cannoniere dalla Seconda Categoria all’Eccellenza (24 gol segnati) e per aver messo a segno 5 centri in una sola gara».

«Dopo Lenta, ho giocato nel Grignasco e siamo saliti in Promozione grazie ai play off. Poi c’è stata l’esperienza di Briona, seguita dal ritorno a Lenta. Siamo arrivati primi in campionato a pari merito col Rovasenda, è stato necessario lo spareggio: dopo lo 0-0 al 90’ siamo andati ai supplementari e al 116’ ho segnato il gol promozione».

«E c’è stata anche una parentesi ad Arborio, dove ho vinto il campionato e il titolo di capocannoniere e l’anno dopo, la Coppa Piemonte di Prima categoria. Poi sono tornato a Prato Sesia, quindi ho vestito la maglia del Romagnano, con cui ho segnato 27 gol tra campionato e Coppa Piemonte, salendo di categoria passando dai play off. Al Roasio l’avventura è stata complicata dalla pandemia, ma non potevo smettere senza fare gol e ora sono al Lozzolo».

Qual è il segreto di questa longevità sportiva?

«La passione. Mi piace stare nel gruppo spogliatoio e mi alleno con impegno. Cerco sempre di mantenermi in forma; devo dire che mi sento bene fisicamente. Ormai da 6 o 7 anni penso di lasciare il calcio a fine stagione, ma poi torno sempre in campo. Un’altra mia grande passione è la musica, canto nell’Echo – The Group; suoniamo musica blues, funk e rock. Spesso il sabato mi esibisco e poi la domenica gioco».

Mai pensato di fare l’allenatore?

«Non mi vedo portato per quel ruolo. Amo giocare e il mio compito è sempre stato quello di stare lì davanti, girarmi e fare gol».

Progetti per il futuro?

«Faccio un passo alla volta. Ora penso al Lozzolo e di centrare la salvezza, arrivando almeno in doppia cifra».

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