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CronacaVarallo e alta Valsesia

Il mondo politico: «Solidarietà a Bondetti per le minacce ricevute»

Attestanzioni di vicinanza la lettera intimidatoria con un proiettile: condanna unanime e appello al confronto civile.

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Una lettera minatoria con un proiettile indirizzata al sindaco Pietro Bondetti è arrivata giovedì 18 giugno in municipio a Varallo. E nelle ore successive, dal mondo politico e istituzionale della Valsesia sono arrivati messaggi di solidarietà al primo cittadino e di ferma condanna per un gesto definito grave e inaccettabile.

Il caso, già al centro delle indagini dei carabinieri, ha suscitato una reazione compatta. Il consigliere comunale Carlo Stragiotti ha espresso «la più ferma condanna per il gravissimo episodio intimidatorio», sottolineando che nessuna opinione può giustificare «il ricorso alla minaccia, all’odio o alla violenza».

Il richiamo al confronto civile

Stragiotti ha ricordato che la Valsesia è una terra abituata al confronto, anche acceso, ma sempre dentro i confini del rispetto e delle istituzioni. «Colpire un sindaco significa colpire non solo una persona, ma l’intera comunità che egli rappresenta», ha dichiarato, rinnovando vicinanza personale e istituzionale a Bondetti.

Sulla stessa linea anche Davide Gilardino, presidente della Provincia di Vercelli: «Inevitabile esprimere piena solidarietà al sindaco di Varallo, all’amministrazione comunale e alla comunità varallese tutta, per la grave intimidazione ricevuta». Gilardino ha poi aggiunto: «Questioni prettamente ed estremamente ideologiche non possono trasformarsi in una violenza inaccettabile».

L’intervento dell’Unione montana

A schierarsi al fianco del sindaco è stata anche la presidenza dell’Unione montana Valsesia, con il presidente Francesco Pietrasanta e il vice Alberto Daffara. «Un gesto inqualificabile», hanno affermato, ricordando che la Valsesia è «un posto tranquillo e accogliente», dove ordine e sicurezza devono essere garantiti nel rispetto della legalità.

La presidenza dell’Unione montana ha inoltre riferito di voci su altre lettere analoghe arrivate a cittadini intervenuti sulle questioni internazionali che coinvolgono Israele. «Siamo in un Paese libero, dove ognuno può esprimere le proprie opinioni, nel rispetto della convivenza civile e della legalità», hanno concluso, esprimendo solidarietà a chiunque sia coinvolto nella vicenda.

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