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Centro migranti chiuso, occasione persa per la Valsesia | L’OPINIONE

«La struttura dava benefici economici reali anche a persone e aziende del territorio».

Centro migranti chiuso, occasione persa per la Valsesia | L’OPINIONE. Dopo la decisione di chiudere la struttura che accoglieva richiedenti asilo, a Scopa, numerose sono le posizioni sulla questione.

Centro migranti chiuso, occasione persa per la Valsesia | L’OPINIONE

Sulla chiusura del centro di accoglienza interviene l’associazione Cireseui – Osservatorio sull’interculturalità in Valsesia. «Al di là di facili proclami politici, chiacchiere da bar, pregiudizi e differenti visioni del futuro, per la Valsesia è un’occasione persa, in particolare per l’alta valle – osservano in un comunicato stampa -. Lo è per le istituzioni locali, che perdono finanziamenti sempre più difficili da reperire per le realtà del luogo. I contributi infatti non vengono dati direttamente ai giovani ospiti del centro di accoglienza, se non in minima percentuale, ma utilizzati per pagare il personale (valsesiano) che lavorava all’interno del centro, l’affitto delle strutture (valsesiane), la mensa gestita da valsesiani. Non saranno solo gli immigrati a dover cercare nuove prospettive, ma soprattutto lavoratori locali».

«Opportunità persa per la Valsesia»

E aggiungono: «E’ una occasione persa per le imprese dell’alta Valsesia, che avevano apprezzato da tempo l’opportunità di avere giovani contenti di lavorare ed abitare in una valle sempre più spopolata e anziana: giovani che sono stati assunti (o viceversa licenziati) per la loro bravura e voglia di lavorare (o meno), alla pari dei lavoratori italiani, e non per il colore della loro pelle. In un mondo globale questa chiusura porta solo una minore competitività per le aziende, minore apertura mentale nella visione del futuro, minore sana competizione sul mercato del lavoro». E riprende: «E’ una occasione persa per i valsesiani, che hanno perso una parte delle persone che avrebbero potuto far parte della comunità di domani, che in qualsiasi caso sarà multietnica. In un momento storico in cui alla Valsesia vengono tolte risorse e servizi per via del suo spopolamento, l’arrivo e l’integrazione di nuovi giovani è una delle strade per rivitalizzare il tessuto sociale e attrarre nuovamente risorse e servizi. Quale modello di società non investe sui giovani? I giovani che lavorano, inventano e costruiscono e nel 2019 non hanno confini né frontiere a fermarli. Si spostano dal Sudan all’Etiopia, da Barcellona a Los Angeles, da Borgosesia a Londra, da Grignasco a Milano, magari anche solo da Varallo a Scopa per lavorare come operatori in un centro di accoglienza. E’ giusto che la Valsesia, l’Italia, l’Europa e tutti noi pensiamo anche a loro. L’esperienza che si è chiusa era una delle diverse possibilità per gestire una situazione complessa, un’ipotesi concreta per un percorso necessario che vuole arrivare a delle soluzioni stabili, nella speranza che in futuro il territorio sappia sfruttare ancora e meglio queste opportunità».

Le belle notizia

Per ora, resta la bella notizia che molti dei ragazzi del centro di accoglienza hanno trovato lavoro in alta valle, si sono integrati e rimarranno in Valsesia anche dopo la chiusura del centro. Per loro sarà un modo per cercare ancora di più di essere autonomi e crescere. E l’associazione Cireseui – Osservatorio sull’interculturalità in Valsesia ricorda «Stiamo aiutando i ragazzi rimasti a trovare sistemazioni in affitto, se avete disponibilità potete contattarci all’indirizzo viandanti.cireseui@gmail».

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