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Trivero appello per la Casa della salute: così non basta

Lettera aperta di Ezio Sizzano, Umberto Bosio e Luigi Trabaldo lena, che chiedono anche la revisione del “country hospital”

Trivero appello per la Casa della salute: così non basta. Umberto Bosio, Ezio Sizzano e Luigi Trabaldo Lena, referente dell’Aisla, l’associazione sclerosi multipla hanno scritto una lettera aperta ad Asl, sindaci, Regione Piemonte «per riproporre un argomento che non può più essere ignorato.

Trivero appello per la Casa della salute: così non basta

I tre autori della lettera sottolineano che «Le Case della salute possono migliorare molto l’assistenza territoriale e liberare il pronto soccorso da accessi impropri, soprattutto ora che ci troviamo in una situazione di grave carenza di personale». E nel documento si sottolinea: «Ricordiamo – spiegano ancora Bosio, Trabaldo Lena e Sizzano – che non stiamo parlando di un progetto sperimentale ma di un modulo organizzativo con erogazione di prestazioni e servizi sociosanitari su un arco orario di 12 ore, finanziato dalla Regione e già operativo in Asl limitrofe, con indubbi reciproci vantaggi, laddove istituito, per pazienti e medici curanti».

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La richiesta

Gli autori della missiva dunque sottolineano che servirebbe «un vero ospedale di comunità gestito da medici di famiglia ed infermieri con almeno dieci posti letto gratuiti, riservati ai nostri concittadini dimessi dall’ospedale che non sono ancora in grado di rientrare in famiglia, perché non ancora completamente stabilizzati o per mancanza di supporti famigliari. Servono posti letto di sollievo per le patologie gravemente invalidanti. Quindi meno posti letto a pagamento (Raf) e più offerte di degenza gratuita temporanea, in una situazione di emergenza sanitaria accentuata da una grande sofferenza economica».

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