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Borgosesia piange la barista Michela, morta a soli 49 anni

Commozione in città: ha combattuto la malattia con grande tenacia, senza mai perdere il sorriso

Borgosesia piange la barista Michela, morta a soli 49 anni. Michela Vercelli ha combattuto fino all’ultimo, con il sorriso sulle labbra, contro la malattia che l’ha strappata all’amore della famiglia e all’affetto degli amici.

Borgosesia piange la barista Michela, morta a soli 49 anni

Sino a giovedì, quando «i “mostri” hanno vinto» come ha scritto la mamma Anna nel toccante messaggio con cui ha salutato la figlia, letto durante la cerimonia funebre.
In tantissimi, sabato in chiesa parrocchiale, hanno voluto portare l’ultimo saluto a Michela, morta a 49 anni, stringendosi al dolore del marito Alessio Tirella, dei genitori Elio e Anna, del fratello Paolo. Era molto conosciuta, per trent’anni ha servito al bancone del “Piccolo caffè”, nell’area pedonale di piazza Mazzini. Era lei ad aprire di primo mattino, e preparare i primi caffè della giornata. Il bar, avviato insieme al fratello e alla mamma, era una parte fondamentale della sua vita, e mai se n’era voluta staccare, nemmeno quando la malattia l’aveva messa di fronte alle prove più dure; e lo ha fatto sino a quando le forze glielo hanno permesso. Le parole del parroco don Ezio Caretti, che ha celebrato il funerale, hanno fatto emergere proprio la tenacia di Michela e insieme la sua sensibilità, l’accoglienza e la disponibilità.

Lettera della mamma

In chiusura alla funzione, la mamma ha voluto far arrivare un pensiero alla figlia: «Sei sempre stata una roccia, coraggiosa e determinata. Nonostante tutto hai continuato a lavorare al bar, con il sorriso. Davi forza alle persone malate che incontravi sul tuo cammino, perchè tu ne avevi tanta. E davi forza a me perchè, dicevi, avevi bisogno che te la restituissi quando le cose sarebbero state più difficili. Che tu possa finalmente essere serena».
Al termine della messa, la salma è stata accompagnata al cimitero per proseguire al tempio crematorio di Trecate. Ad attendere il feretro, fuori dalla chiesa, c’era anche Becks, il cane tanto amato da Michela.

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