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Fusione Pray-Coggiola: il virus fa slittare tutto

A partire dal referendum che si sarebbe voluto fare a settembre. 

Fusione Pray-Coggiola: il virus da slittare tutto. A partire dal referendum che si sarebbe voluto fare a settembre. 

La linea di Pray

«Per noi il progetto deve fermarsi – spiega il sindaco di Pray Gian Matteo Passuello -. Ne abbiamo già parlato all’interno della nostra maggioranza e mi spiace non poterlo averlo fatto con l’opposizione, ma ne discuteremo al prossimo consiglio in programma a fine mese». Le priorità sono altre: «In questo momento i nostri paesi stanno attraversando una situazione delicata, c’è un virus che fa ancora paura, ma soprattutto c’è una crisi che sta investendo un po’ tutti. Abbiamo anche piccoli artigiani in difficoltà, non hanno lavorato e quindi ora faticano a vivere. E’ di questo che siamo chiamati a interessarci in questo momento e tutte le nostre forze sono concentrate proprio qui».

Progetto

Il progetto fusione non è abbandonato: «E’ solo rimandato. A quando? Onestamente non lo so. Se anche la situazione tornasse alla normalità a metà maggio non mi sentirei di andare a proporre un progetto fusione ai nostri cittadini che stanno attraversando momenti già difficili a causa del Coronavirus. La fusione è un bel progetto che merita di essere condiviso e non calato dall’alto». Per questo nel consiglio di aprile non ci sarà alcun punto all’ordine del giorno riguardante la fusione. Proprio in questo mese infatti i due Comuni avrebbero dovuto approvare la delibera che poi avrebbe portato al referendum a settembre. «Come detto – specifica Passuello – lo rimandiamo soltanto, sperando di riprenderlo in mano quando tutto sarà più tranquillo».

La linea di Coggiola

Stessa linea anche per Coggiola, come spiega il sindaco Gianluca Foglia Barbisin: «E’ mancata tutta la fase di confronto e dibattito con la popolazione e con il consiglio su questo argomento. Ormai è da fine febbraio che siamo chiusi in casa e quindi non abbiamo potuto spiegare il nostro progetto. Abbiamo poi altre priorità che ci stanno a cuore come l’emergenza Coronavirus, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico».

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E anche la Regione è impegnata sul fronte Coronavirus «Portare avanti l’argomento in questo momento non avrebbe molto senso. L’importante in questo momento è uscire il prima possibile da questa emergenza e ritrovare un po’ di serenità, poi se ne riparlerà».

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