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Il garage che ospita il presepe a Pray: il Covid non deve cancellare la tradizione

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Il garage che ospita il presepe a Pray

Il garage che ospita il presepe ci sarà come sempre, anche in questo anno così difficile: «Vuole essere un segnale di incoraggiamento».

Il garage del presepe ci sarà

Il celebre “presepe nel garage” di Pray ci sarà anche quest’anno. I volontari sono già all’opera per rendere speciale questo angolo di località Burocco. L’allestimento è realizzato in un garage, e quest’anno è arrivato alla sua 28ma edizione. Si illuminerà la sera del 7 dicembre con una benedizione in forma privata, rispettando le regole sanitarie. Sarà visitabile sino al 6 gennaio.

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Un segno di speranza

«Il presepe ci sarà – spiega il curatore Ivan Placido – perché non può essere la pandemia a fermare una favola così bella, anzi il presepe di quest’anno deve essere un motivo in più per resistere e uscire dall’attuale situazione. Rinunciare ad addobbare e illuminare le nostre case, rinunciare alla festa, rinunciare al Natale significa rinunciare a vivere e questa non è mancanza di rispetto verso chi sta soffrendo o lottando, anzi, vuole essere un segnale forte, un incoraggiamento che, per chi crede viene da quel Bambino che vuole nascere anche in questo 2020, per chi non crede vuole essere comunque una spinta per sperare perché se non siamo più capaci neanche di sperare siamo già morti».

La storia

Una tradizione che continua nel tempo e che è iniziata nel 1992 con poche statue, fatte col Das, posate tra i ceppi di rose del cortile di casa. «Quelle statue – continua Placido – gelosamente conservare come reliquie, hanno lasciato via via il posto a quelle acquistate nei luoghi più impensabili d’Italia e d’Europa: ognuna ha la sua storia da raccontare, come avesse anima propria, un’anima che a volte dà vita al gesso e al legno facendo di quelle statuine tanti omini in movimento. Con gli anni anche la location è cambiata, non è più il roseto a fungere da montagne, ma un comodo garage che ripara dalle intemperie quella grotta dove ogni anno “rivive il mistero”».

Lavoro di gruppo

Per realizzare il presepe c’è un lavoro corale che prende il via già a settembre, c’è chi allestisce, chi dipinge, chi si occupa di acqua e luci, chi prepara piccoli panini per la panetteria e chi mette in movimento i personaggi della Natività. «Ognuno ha il suo compito – conclude Placido – ognuno si sbizzarrisce per creare taverne, locande, stalle e pollai dove la gente vive, lavora, o meglio si incammina verso il “mistero” e quando a fine novembre il lavoro è quasi ultimato si procede all’allestimento esterno affinché questo angolo di Pray splenda come una stella nella notte. La benedizione e l’accensione delle luci è l’atto conclusivo anche se il presepe rimane incompleto fino alla notte della Vigilia, quando sulla paglia della mangiatoia arriva il Bambinello, acquistato alcuni anni fa in uno dei negozietti che circondando la basilica della Natività di Betlemme». Con Placido collaborano alla realizzazione dell’opera Leben Rodella, Eleonora Schillaci, Franco Piletta, Matteo Marchini, Daniela Magliocco. Per scelta dell’allestitore non verrà posto il libro firme e neanche la cassetta per le offerte.

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