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Miniera Lozzolo: comitato ambientalista torna all’attacco

Dopo la conferenza dei servizi contestati diversi punti compresa la variazione al piano regolatore

Miniera Lozzolo: comitato ambientalista torna all’attacco. Una serie di prescrizioni sono state inviate dal comitato Ast Ambiente Salute e Territorio in seguito alla conferenza dei servizi sul progetto di miniera Coccola-Rolleja di Lozzolo: un’area risulta troppo vicino a un torrente, inoltre viene contestato il piano regolatore.

Miniera Lozzolo: comitato ambientalista torna all’attacco

«Si è fatta menzione delle nostre osservazioni rispondendo solo ad alcuni questi, non citandone e non discutendone altre – osserva il presidente del comitato Tiziano Sella -. Le aree di scavo sono all’interno della fascia dei 150 metri dalla sponda del torrente Marchiazzola. Riteniamo l’attività mineraria, e relativi i recuperi ambientali così prospettati, in contrasto con le direttive e le prescrizioni della normativa in materia e dei piani di tutela dei beni paesaggistici». E ancora: «La ditta prevede un volume di materiale da escavare pari 112.200 metri cubi in 5 anni suddiviso in: Area Rolleja 105.800 metri cubi e in Area Bonjana 6.400 metri cubi.

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Escludendo 7.800 metri cubi di cappellaccio, che resterebbero in miniera per i recuperi ambientali, si arriverebbe ad asportare 104.400 metri cubi. Si ipotizza, quindi un volume di scavo medio annuale di 20.880 metri cubi. L’attuale volumetria estratta risulta decisamente inferiore a quella richiesta dalla ditta». E quindi? «Tale sproporzione metterebbe a rischio il completamento del riassetto ambientale entro il termine del periodo di concessione. Chiediamo quindi che venga autorizzata l’estrazione di volumetrie proporzionate alle effettive esigenze della ditta e del mercato».

Secondo il comitato durante la conferenza sono emersi alcuni punti critici: «I tecnici della Regione Piemonte sulla scorta esclusivamente di una relazione geologica presentata dalla ditta proponente hanno escluso la presenza della zona di ricarica a ricarica degli acquiferi profondi. Tale esclusione ci pare, valutata superficialmente». E poi aggiunge: «Il consiglio comunale di Lozzolo ha approvato di recente la variante al piano regolatore proposta dalla ditta. A voce del Sindaco di Lozzolo Roberto Sella, è risultato che la variante approvata non era quella concordata a suo tempo con la ditta e gli uffici Regionali, con indici di edificabilità per l’intera concessione molto maggiori. Al termine della conferenza servizi è stato chiesto alla ditta di far pervenire alla Regione una modifica alle tavole di variante piano regolatore e alle Nta, che diventeranno automaticamente parte integrante del piano. Ci pare quantomeno superficiale la condotta del Comune di Lozzolo, che di fatto si sottomette alle richieste della ditta proponente, senza verificare e discutere a fondo la documentazione presentata».

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