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Pista ciclabile in bassa Valsesia: coinvolti sette comuni

Il tracciato toccherà i territori di Lozzolo, Gattinara, Lenta, Ghislarengo, Arborio, Rovasenda e Roasio.

Lozzolo scommette sulla pista ciclabile. Sono arrivati i primi fondi per il Pnrr.

Pista ciclabile in bassa Valsesia

Il comune di Lozzolo ha ottenuto un contributo di 80mila euro per attivare competenze esterne utili allo sviluppo di interventi di progettazione che consentiranno di gestire in maniera efficace ed efficiente le opportunità di finanziamento rese disponibili dal Pnrr.

Progetto coinvolge sette Comuni

«Abbiamo creduto nella nostra idea e siamo felici che la fondazione San Paolo abbia finanziato e riconosciuto la bontà della nostra visione – commenta il sindaco Roberto Sella -. Abbiamo coinvolto un territorio ampio, di 7 comuni, e ci siamo fatti portavoce e capofila nella presentazione di questa idea che si trasformerà in un progetto».

A conclusione delle procedure di valutazione previste per il bando Next Generation We – Competenze, strategie, sviluppo delle pubbliche amministrazioni, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, il Comitato di Gestione della Fondazione ha deliberato il sostegno a 88 Comuni e Unioni di Comuni, selezionati tra le 180 candidature pervenute, per un impegno complessivo di 5.835.500 euro.

Tra questi c’è il Comune di Lozzolo che ha proposto la sua idea di realizzare un percorso ciclabile che unisce i territori di Lozzolo, Gattinara, Lenta, Ghislarengo, Arborio, Rovasenda, Roasio e da questo si sviluppi un turismo lento e verde che sappia dare valore all’unicità di questo territorio oltre che portare valore sia economico che sociale.

Alla ricerca di altri finanziamenti

Dunque l’obiettivo è quello di tradurre l’idea in un vero e proprio progetto da presentare a un futuro bando Pnrr per la sua realizzazione. Essendo il progetto articolato su diversi temi, si cercheranno di intercettare ed utilizzare diverse opportunità di finanziamento che si potrebbero presentare.

«Crediamo che il nostro territorio abbia un grande potenziale storico, culturale, ambientale, enogastronomico e solo agendo come territorio unito è possibile diventare di vero interesse per il turismo», commenta il consigliere Mattia Berteletti.

E aggiunge il sindaco Roberto Sella: «Il turismo a cui puntiamo, non è di massa ma di un target ben preciso: quello che vuole vivere la bellezza che ci circonda in modo lento e verde».

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5 Commenti

  • Ennio ha detto:

    Ciclisti e cicloamatori che si allenano a 30-40 km/h dove vanno, poi? E che rischiano la pelle solo perché le strade locali sono disseminate di crepe e buchi che se ti allarghi per evitarli ti prendono sotto le auto? Passano gli anni ma lavori… pochi… mentre… invece… si investirebbero milioni per nastri di asfalto su cui “valorizzare un turismo lento”?
    E dove? Di fianco alle statali e provinciali? Poco salutare, direi.
    O asfalteranno le attuali sterrate tra i boschi? (qualche esempio è già apparso, per rendere più comodi 400 metri alle auto che vanno al picnic).
    Ma questi nostri comuni si saranno informati visitando, laddove esistono e funzionano, e prendendo visione di come son fatte, delle VERE piste ciclabili, Lombardia, Trentino Svizzera, Austria…?
    Sarebbe almeno possibile sapere prima i dati di progetto, cosa hanno in mente?
    Le nostre Piste saranno nastri a una corsia per entrambi i sensi di marcia?
    Sarebbe il colmo. Soluzione da città, lí ha un senso, nell’extraurbano assolutamente no
    Sulle piste definite ciclabili (e non ciclopedonali) le attuali leggi CdS obbligano a transitarvi anche i ciclisti sportivi. Ma nessuno impedisce, mentre la legge lo stabilisce, a pedoni, con passeggino e cani al guinzaglio, di calpestare una ciclabile.
    Esempio ciclopedonali paese-cimitero, (una per es in uscita da Balocco) su cui amministratori incompetenti fanno apporre il cartello di ciclabile mentre è in pratica un marciapiede ciclopedonale frequentato da tutti, anche perché il pedone dovrebbe camminare sulla strada, altrimenti.
    Ne ho di esempi per non fidarmi delle “istituzioni”, e vorrei essere smentito dai fatti, io per primo.
    Il suddetto marciapiede segnalato come esclusivamente ciclabile, è impercorribile in bici da corsa, ma per legge sarei obbligato a passarci… un passo carrabile ogni 40 m… già quello non permette di definirla ciclabile, poi sporco ghiaiette vetri ecc…

    Ma magari mi fascio la testa anzitempo… pertanto diventa essenziale e necessario, nonché democratico, essere portati a conoscenza del progetto.
    Speriamo…. perché, cari sindaci e giunte comunali varie, non vi riconosco, per ora, il dogma dell’infallibilità, con tutto rispetto. Ma sarei felice se le vostre decisioni fossero supportate da competenza e profonda conoscenza dell’argomento. Quindi… informateci, non appena possibile.

  • Valsesiano ha detto:

    Scusate, ma da quando Lozzolo, Gattinara, Lenta, Ghislarengo, Arborio, Rovasenda e Roasio farebbero parte della Valsesia? La Valsesia finisce tra Serravalle Sesia (è stata chiamata SERRAVALLE non perchè era bello chiamarla così) e Prato Sesia. Da li in poi, quello che c’è oltre, non è Valsesia. Se Roasio, Rovasenda e Lozzolo (che non sono nemmeno vicini al Sesia) ne fanno parte, perchè non includere Sostegno o Masserano o magari Cossato? Perchè non includere tutto il Piemonte nella Valsesia?

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