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Romagnano donatore di sangue da record: 238 volte in 44 anni

«Essere volontari in questo campo è una questione di cuore». Il romagnanese pluridecorato racconta la sua esperienza.

Romagnano donatore di sangue da record: è Alberto Albertinotti.

Romagnano donatore di sangue da record: 238 volte in 44 anni

«Donare è una questione di cuore», esordisce così Alberto Albertinotti, decano dell’Avis di Romagnano, che nella sua carriera da donatore ha sostenuto qualcosa come 238 prelievi, di cui l’ultimo domenica 7 luglio. Albertinotti iniziò a donare sensibilizzato dalla nonna paterna, che fu tra le promotrici della sezione di Romagnano. Classe 1957, effettuò il primo salasso a 18 anni, nel 1975. Da allora ha ottenuto le benemerenza in bronzo, in argento, in oro, il distintivo con fronda, la croce dell’Avis e nel 2 giugno del 2011 l’attestato di “capo dell’ordine al merito della Repubblica” firmato dall’allora capo di Stato Giorgio Napolitano.

L’Italia non è ancora autonoma

Grazie alle nuove tecnologie è possibile effettuare salassi prelevando solo il plasma, la parte liquida del sangue, «ma resta un procedimento non troppo praticato – spiega Albertinotti – perché il tempo della donazione è molto lungo e in pochi si mettono a disposizione. Bisogna pensare che ancora oggi l’Italia, soprattutto al Sud, non è completamente autonoma e spesso è costretta ad acquistare sangue da Stati esteri, aumentando il rischio di materiale contaminato. Riguardo al volontariato in ambito medico, ritengo che sarebbe molto positivo se tutti sostenessero almeno la prima tipizzazione del midollo osseo e soprattutto donassero gli organi. Soprattutto questa sarebbe una pratica che salverebbe migliaia di vite senza costare nulla al donatore. Personalmente non ho potuto sostenere la tipizzazione ma con tutta probabilità donerò gli organi. Punto a diventare un “donatore completo” se così mi posso definire».

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