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Serravalle ricorda Gianni Biglia, storico poeta dialettale

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Serravalle ricorda il poeta Gianni Biglia: si è spento a 87 anni.

Serravalle ricorda Gianni Biglia

Si è spenta una delle voci della poesia dialettale serravallese: se n’è andato il dottor Gianni Biglia. Serravallese doc, prima di andare in pensione era stato dirigente nel reparto chimico della Cartiera di Serravalle. In paese molti lo conoscevano anche per la sua passione per la scrittura: nel corso della sua vita infatti aveva anche pubblicato una raccolta di componimenti. Legatissimo alla sua terra natia, era sempre anche presente al raduno delle Rondini, ovvero i serravallesi che si erano allontanati dal paese per poi far ritorno una volta all’anno nel loro “nido”.

Lavoro e poesia

A ricordarlo è Piera Mazzone: «Gianni era un vero poeta, conosceva bene la metrica e sapeva che una poesia si distingue dalla prosa per la musicalità, gli accenti al posto giusto, le rime esatte. Era nato nel 1934 a Serravalle, si era laureato in chimica e aveva diretto il laboratorio della Cartiera Italiana, poi, con la moglie Laura, per anni aveva gestito l’edicola cartolibreria, all’ombra della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Nel 1971 aveva vinto il Primo Premio di Poesia Dialettale Pinet Turlo, organizzato a Grignasco, con la poesia: “L’ultim dì da scola” dedicata alla Maestra di prima elementare, Cristina Picco Torelli. Da allora, anno dopo anno, Gianni aveva sempre inviato le sue poesie alla Rassegna grignaschese, salendo sul palco a leggerle, con grande garbo. Nel 1975 fu premiato al prestigioso Concorso Nino Costa, indetto dal “Cenacolo” di Torino, si classificò più volte ai primi posti del Cesare Filippone di Vercelli e in molti altri concorsi».

La raccolta

«Con la figlia Gabri aveva firmato un poesia-canzone, musicata da Vittorio Scagno: ‘L vampiro, presentata alla Seconda Rassegna di Canti Popolari Valsesiani, organizzata dalla Pro Loco di Grignasco nel 1977, proseguendo con la ballata Giuseppe Furmighera e ‘L povar. Partecipò alle Rassegne di poesia dialettale San Germano, fu presente con i poeti valsesiani a Camasco e a Cervarolo. Nel dicembre 2014, su insistenza della figlia Raffaella, aveva deciso di raccogliere le sue poesie in un libro, che si intitolò semplicemente: “Puisie dal Gian Miché”, dedicato alla moglie Laura, con in exerga due versi che racchiudevano la tenerezza dell’amore di tutta la vita. Fece parte del Comitato Rondini, che accoglieva il ritorno dei Serravallesi che vivevano fuori dal paese: una festa nel cuore dell’estate…e poi anche le Rondini si sono rarefatte, Ferruccio, Angelo, Ornello, Arturo e Rossano, portato via dal Covid, con nel cuore ancora tanti progetti. Ciao Gianni, reciterai le tue poesie agli angeli, ma i nostri serravallesi accorreranno tutti per ascoltarti». L’uomo ha lasciato la moglie Laura, le figlie Raffaella e Gabriella, con i nipoti Matteo e Tommaso. Il funerale è stato celebrato lunedì pomeriggio.

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