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Tragedia del Mottarone, il caposervizio dell’impianto avrebbe dichiarato il falso nei registri

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Tragedia del Mottarone, il caposervizio dell’impianto Gabriele Tadini avrebbe dichiarato il falso nei registri di controllo

Il caposervizio dell’impianto avrebbe dichiarato il falso

Gabriele Tadini, gestore dell’impianto del Mottarone, avrebbe dichiarato il falso nelle annotazioni sul registro di controllo della funivia. Lo riportano i colleghi di Prima Novara. Tadini è una delle tre persone arrestate per la tragica caduta della funivia e la conseguente morte di 14 persone. Oggi, sabato 29 maggio, i tre arrestati verranno interrogati dal Gip di Verbania.

A quanto pare, sia il 22 che il 23 maggio (il giorno della tragedia), secondo i pm Tadini avrebbe «sentito provenire dalla cabina un rumore-suono caratteristico riconducibile alla presumibile perdita di pressione del sistema frenante della cabina che si ripeteva ogni due-tre minuti». Nonostante questo però Tadini avrebbe parlato di un esito positivo dei controlli sul funzionamento dei freni.

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La responsabilità dei forchettoni

Tadini sarebbe pronto ad ammettere già nella giornata di oggi, sabato 29 maggio, di fronte al Gip di Verbania, la responsabilità della scelta dell’uso dei “forchettoni”. Questi ultimi hanno infatti impedito ai freni di emergenza di entrare in azione in caso di problematiche, per non far fermare l’impianto di risalita.

«Ho corso il rischio, ma l’ultima cosa al mondo che pensavo è che si potesse rompere il cavo traente», avrebbe detto in carcere in un colloquio oggi col suo legale Marcello Perillo.

Continuano le indagini

Resta ancora da capire il motivo per il quale la fune traente abbia ceduto. Continuano infatti i sopralluoghi sul luogo della tragedia da parte delle forze dell’ordine assieme ai consulenti della Procura.

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