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Tullio Vidoni ricordato a Borgo dai compagni di cordata

Questa sera si terrà il primo appuntamento in sua memoria

tullio vidoni

Tullio Vidoni ricordato dal Cai di Borgosesia a trent’anni dalla sua scomparsa.

Tullio Vidoni il ricordo

La sottosezione Cai di Borgosesia ricorda Tullio Vidoni a trent’anni dalla morte. Scomparve il 12 febbraio 1988, travolto da una valanga al colle del Piccolo Altare. Oggi alle 21 il centro sociale di via Giordano ospita un incontro durante il quale amici di Tullio (sono attesi Danilo Saettone, Alberto Paleari e Martino Moretti) lo ricorderanno come uomo e come compagno di ascensioni. A coordinare l’incontro sarà Carlo Raiteri. Verranno esposti alcuni pannelli con fotografie che richiamano le imprese di Vidoni e le sue caratteristiche di approccio alla montagna e proiettate immagini, anche inedite, e uno spezzone del filmato fotografico relativo alla conquista del K2 avvenuta nel 1986. Domenica la sottosezione propone la salita al colle del Piccolo Altare; seguita alle 16 da una messa nella chiesa parrocchiale di Rima.

La sua storia

Nato a Tarcento, in provincia di Udine, il 30 giugno 1947, Vidoni si trasferì a Borgosesia dove la passione per la montagna trovò piena espressione fin dal 1970, con le prime ascensioni sul Rosa e sul Bianco, e trovando in Costantino “Tatti” Piazzo il compagno ideale, con cui costituì un affiatato sodalizio interrotto nel 1980 quando al Nevado Taulliraju, “Tatti” verrà colpito da un embolo che gli provocherà una paralisi parziale. L’elenco delle ascensioni compiute dai due è di grandissimo livello, a cominciare dalla Brioschi alla Nordend già nel 1970, la prima ripetizione della Rava-Peroni allo Schwarzhorn, la Salluard al Pic Adolphe, la Micheluzzi alla Marmolada, la via dei Francesi alla Est della Gnifetti, la Ratti alla ovest della Aguille Noire, il Coolidge al Monviso, e decine di altre. Dopo l’incidente di “Tatti”, Vidoni continuerà nella carriera alpinistica, cogliendo altri successi, come nel 1981 il Pilastro Centrale del Freney con Martino Moretti e nel 1983 il Pilastro Sud della Barre des Ecrins con Moretti e Dino Deiana, aprendo due nuovi itinerari con la guida alpina Alberto Paleari: il Canale Sinuoso alla Nordend nel 1984, una tra le vie più pericolose tracciate sulla est del Rosa, e la Diagonale alla nord-ovest della Weissmies nel 1987.

 

«Un grande maestro»

Al nome di Tullio Vidoni è intitolata dal 1995 la sottosezione di Borgosesia del Cai. Alla sua memoria è anche “l’Alta Via Tullio Vidoni”, tracciata nel 1989 attorno al Corno Bianco. «Sensibile, intelligente, dotato di grandissima umanità – è il ricordo della sottosezione -, Tullio sapeva metterti a tuo agio in ogni situazione e se non eri tu ad andare da lui, era lui che veniva da te. E’ stato un vero maestro, con Adolfo Vecchietti forse il più grande. Esperto nel Soccorso alpino, fonte inesauribile di consigli e suggerimenti, ha saputo coinvolgere una generazione intera di giovani, appassionandoli all’andare in montagna con l’umiltà dei grandi. Alpinista dal carisma unico, ha sempre anteposto gli altri a se stesso, alla ricerca di quel contatto umano che gli è valso oltre al rispetto, l’amore di tutta la Valsesia».

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