Borgosesia e dintorniCronaca
Furto ai magazzini Loro Piana, a processo un membro della banda
Blitz da professionisti cinque anni fa a Sillavengo: identificato uno dei componenti del commando che assaltò la manifattura del lusso. Ma è irreperibile.
Un colpo studiato nei dettagli, messo a segno nella notte del 12 novembre 2021 a Sillavengo, nel Novarese, ai danni dei magazzini Loro Piana. A quasi cinque anni dai fatti, la Procura e i carabinieri hanno identificato uno dei presunti membri della banda: si tratta del 33enne moldavo Grigore Corlateanu, oggi irreperibile e rinviato a giudizio con accuse pesantissime, tra cui concorso in rapina, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.
Un piano studiato come un’operazione militare
L’assalto ai magazzini Loro Piana avvenne poco prima delle 4 del mattino e venne eseguito da almeno sei uomini incappucciati, organizzati con precisione quasi militare. I banditi utilizzarono quattro furgoni e bloccarono strategicamente gli accessi al paese con due mezzi senza targa, sistemati di traverso lungo le strade principali.
Nel frattempo gli altri due veicoli raggiunsero il retro dello stabilimento. Uno dei furgoni venne lanciato contro la parete posteriore della manifattura, utilizzato come vero e proprio ariete per aprire un varco nei magazzini. In pochi minuti il commando riuscì a entrare e a caricare centinaia di capi in cashmere destinati al mercato internazionale del lusso.
Il bottino milionario e la fuga sulla provinciale
La banda riuscì a impossessarsi di 543 capi d’abbigliamento di altissima gamma, per un valore enorme. L’allarme però fece scattare immediatamente l’intervento dei carabinieri, che intercettarono i furgoni tra Castellazzo Novarese e Cesto, nel territorio di San Pietro Mosezzo, dando il via a un inseguimento ad alta tensione.
Durante la fuga lungo la provinciale della Valsesia i malviventi seminarono sull’asfalto numerosi chiodi a tre punte per rallentare le pattuglie. Diversi pneumatici delle gazzelle e anche di auto in transito vennero squarciati, creando una situazione di forte pericolo per gli automobilisti. Uno dei mezzi riuscì a proseguire verso Novara con parte della refurtiva, mentre il secondo perse il controllo finendo contro il guard rail.
Le tracce biologiche decisive per le indagini
Dopo lo schianto, tre uomini fuggirono a piedi sfruttando la nebbia che avvolgeva le campagne della zona. Sul posto vennero recuperati 264 capi d’abbigliamento poi restituiti all’azienda. Gli investigatori avviarono subito un lavoro minuzioso di analisi scientifica sui mezzi abbandonati e sugli oggetti lasciati nell’abitacolo.
Proprio le tracce biologiche e le impronte rilevate durante gli accertamenti avrebbero consentito di arrivare all’identificazione di un romeno, oggi considerato uno dei componenti del commando. L’uomo risulta irreperibile ma dovrà comparire davanti al tribunale nel prossimo mese di ottobre. L’inchiesta prosegue per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e identificare gli altri membri della banda.
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