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«Quella mammografia mi ha salvata»: la storia di una 48enne valsesiana

Il controllo organizzato da Igea ha portato a una diagnosi precoce; ora la donna invita tutte a non rimandare gli esami.

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Aveva 48 anni, si sentiva bene e non immaginava di poter avere un tumore. Eppure, proprio un controllo effettuato l’8 marzo scorso a Borgosesia ha cambiato il corso della sua vita. Nell’Ottobre rosa una donna valsesiana ha scelto di raccontare la propria esperienza, per ringraziare Igea e soprattutto per convincere altre donne a non sottovalutare la prevenzione.

Inizialmente non si era nemmeno iscritta alla giornata organizzata per la Festa della donna. Fu un’amica a suggerirle di telefonare all’associazione e chiedere di essere inserita tra le partecipanti. Quella scelta si è rivelata decisiva. Mammografia ed ecografia mammaria mostrarono infatti subito qualcosa che richiedeva ulteriori approfondimenti.

Dalla diagnosi all’intervento in pochi mesi

«Era domenica mattina. Mi hanno fatto la mammografia e l’ecografia mammaria ed è subito emerso che qualcosa non andava bene». Il giorno successivo la donna contattò l’oncologia dell’ospedale di Vercelli e venne affidata al Cas, il Centro accoglienza e servizi. Da quel momento è iniziato un percorso rapido e organizzato, dagli esami fino alla diagnosi.

La donna ricorda soprattutto il sostegno ricevuto in una fase inevitabilmente difficile: «Il servizio Cas ha pensato a tutto, mi ha fatta sentire sempre protetta e sicura». L’intervento è stato programmato per il 12 giugno. È stata sottoposta a una quadrantectomia, procedura conservativa alla quale racconta di essere arrivata informata e tranquilla grazie alle visite preparatorie.

«A Vercelli mi chiamano per nome»

Dopo l’operazione, il percorso terapeutico è proseguito secondo il protocollo previsto. Il 21 luglio sono iniziate le sedute di radioterapia all’ospedale di Vercelli: quindici appuntamenti durante i quali, racconta la donna, ha trovato attenzione e sostegno da parte del reparto, senza sentire la necessità di cercare cure lontano dal territorio.

«Qui sono una persona, mi chiamano per nome, conoscono la mia storia. A Milano, probabilmente, sarei solo un numero». Oggi continua a seguire i controlli previsti e guarda soprattutto a ciò che ha permesso di intervenire in tempo. La diagnosi precoce ha consentito un intervento meno invasivo, evitando il rischio che si rendesse necessaria l’asportazione completa della mammella.

Il messaggio alle altre donne

È proprio questo il motivo che l’ha spinta a rendere pubblica la sua esperienza. «Lo dico a mia sorella, alle mie amiche, a tutte le donne: non dimentichiamoci di fare gli esami di prevenzione». Un invito nato da ciò che ha vissuto personalmente: «Dedicando una piccola porzione del nostro tempo, possiamo salvare la nostra vita».

La testimonianza arriva nel mese tradizionalmente dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Per la donna valsesiana raccontare quanto accaduto significa anche restituire qualcosa a chi l’ha aiutata. «Ringrazio sempre l’associazione Igea», sottolinea. Un controllo che sembrava quasi occasionale si è trasformato in un passaggio determinante per affrontare la malattia tempestivamente.

Stecco: «La diagnosi precoce può salvare vite»

A sottolineare l’importanza di iniziative come quella dello scorso marzo è Alessandro Stecco, direttore della Struttura complessa di Radiodiagnostica dell’Asl Vc. «L’attività di prevenzione è importantissima», osserva, ricordando che radiologi e tecnici partecipano volontariamente alle campagne di sensibilizzazione, anche durante sabati e domeniche.

«L’obiettivo è aumentare la diagnosi precoce e salvare delle vite», spiega Stecco. Il direttore evidenzia inoltre la collaborazione con il mondo dell’associazionismo locale: «L’attività di realtà come Igea in questo ambito è preziosa». Un lavoro condiviso che permette di offrire ulteriori occasioni di controllo alla popolazione.

Nuove visite gratuite il 23 ottobre

Il prossimo appuntamento promosso da Igea nell’ambito dell’Ottobre rosa è fissato per venerdì 23 ottobre. Le donne potranno sottoporsi a una visita senologica gratuita all’ospedale di Borgosesia, prenotandosi attraverso l’associazione al numero 333 8022282.

«Questi esami possono salvarci la vita e dobbiamo esserne tutte consapevoli», ricorda la presidente Maria Marcon. Igea prosegue intanto le proprie iniziative a sostegno della sanità valsesiana, compresa la recente donazione di un apparecchio per la radiologia mobile. «Il nostro lavoro vive grazie all’impegno dei volontari e al sostegno del territorio», conclude Marcon.

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