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Cronaca Gattinara e Vercellese -

Gattinara egiziano spacciava “fumo” a 15enni

 Era arrivato come richiedente asilo, appena maggiorenne, ed era finito quasi subito nei giardinetti a vendere dosi di droga ai ragazzi.

Gattinara egiziano spacciava “fumo” a 15enni. Era arrivato a Gattinara come richiedente asilo, appena maggiorenne, ed era finito quasi subito nei giardinetti a spacciare a ragazzini di 15 e 16 anni.

Gattinara egiziano spacciava “fumo” a 15enni

Anche se un lavoretto in realtà l’aveva trovato, ma forse era troppo poco. Molto più facile cedere sostanze stupefacenti a ragazzini. Mini cessioni di droga, di 5, 10 o al massimo 30 euro. Ma “Momo”, questo il nome del ragazzo egiziano identificato dai carabinieri e finito sotto processo (benché oggi irreperibile), era presto diventato lo spacciatore di troppi giovani clienti. Quasi un amico, tanto che si fermava anche lui nei giardinetti a tirare due boccate di “fumo”. Così nei giorni scorsi sono stati chiamati in tribunale a Vercelli i baby clienti proprio per testimoniare e confermare quanto avevano a suo tempo raccontato ai carabinieri.

Lo spaccio nei giardinetti

“Momo” un po’ per il suo aspetto giovane e un po’ per il suo modo di fare era riuscito subito a entrare in contatto con i giovani che usavano la paghetta settimanale per fumarsi qualche canna in compagnia. Gli ordini viaggiavano via WhatsApp o su Messanger, messaggi in codice che però sono stati subito compresi dai carabinieri. La rete di spaccio era venuta alla luce durante un normale controllo quando gli uomini dell’Arma fermando tre ragazzini avevano trovato addosso ad uno qualche grammo di droga. Dopo aver controllato il cellulare ecco che tutta la rete di spaccio è venuta a galla. Un bel gruppo WhatsApp dello smercio.

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Il messaggio “Ci vediamo tra 5 minuti?” voleva dire che il cliente aspettava 5 euro di “fumo”, mentre “Portami del cioccolato” stava a indicare l’hashish per il suo tipico colore nel panetto. I carabinieri ci avevano messo poco a risalire allo spacciatore: “Momo”, un giovane arrivato con i barconi dalle coste della Libia e ospitato in Italia come richiedente asilo in uno dei tanti Cas, i centri di accoglienza straordinaria. Ma “Momo” non era un giovane alle prime armi, alle spalle aveva anche altri tre “alias”, vale a dire che era stato già fermato e aveva fornito sempre false generalità per non rischiare di essere espulso. Ma alla fine il giovane si era visto revocare dal Prefetto lo status di richiedente asilo.

Denuncia

Alla fine il giovane immigrato è stato denunciato per spaccio con l’aggravante di cedere la sostanza a minorenni. Lo spacciatore nel frattempo ha fatto perdere le proprie tracce. E’ fuggito chissà dove appena ha capito di essere ormai stato scoperto. Il processo a suo carico andrà avanti, ma anche se dovesse arrivare una sentenza di condanna sarà anche difficile notificarla visto che alle udienze non si è mai presentato.

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