Cronaca
Truffa Tari via sms: segnalazioni anche in Valsesia, attenzione ai messaggi sospetti
La vittima viene indotta a fornire dati bancari e personali.
Truffa Tari via sms: segnalazioni anche in Valsesia, attenzione ai messaggi sospetti. La vittima viene indotta a fornire dati bancari e personali.
Truffa Tari via sms: segnalazioni anche in Valsesia, attenzione ai messaggi sospetti
Si sta diffondendo in diverse regioni italiane una nuova truffa via sms legata al pagamento della tassa rifiuti. Dopo i primi casi segnalati in Lazio e Toscana, il fenomeno è arrivato anche in Piemonte, con episodi registrati pure in Valsesia e nei territori limitrofi.
«La sua posizione Tari risulta irregolare. È richiesto un suo tempestivo contatto al numero xxx per evitare aggravamenti». Un avviso costruito per creare urgenza e spingere il destinatario a richiamare il numero indicato.
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Non fornire dati personali e bancari
Il messaggio, inviato da numeri di cellulare sconosciuti, riporta testi di questo genere: “La sua posizione Tari risulta irregolare; è richiesto un suo tempestivo contatto al numero xxx per evitare aggravamenti”. Oppure: “Gentile utente, risulta un pagamento Tari non effettuato. Per evitare sanzioni, verifica subito la tua posizione al seguente link oppure contatta il numero xxx”. L’obiettivo è sempre lo stesso: indurre le persone a fornire dati personali o bancari.
Si tratta però di un tentativo di truffa. L’indicazione è chiara: non bisogna contattare il numero segnalato né richiamare quello da cui arriva l’sms. Allo stesso modo, nel caso si venga contattati telefonicamente, è fondamentale non fornire dati personali, informazioni bancarie o qualsiasi altro elemento sensibile.
Nel dubbio, contattare il Comune
Per chi avesse dubbi sulla propria posizione relativa alla Tari, la strada corretta è rivolgersi direttamente all’ufficio tributi del proprio Comune, utilizzando i canali ufficiali, così da verificare eventuali situazioni debitorie in modo sicuro.
I comuni ricordano inoltre che l’ufficio tributi non utilizza sms o messaggi WhatsApp per richiedere pagamenti o segnalare irregolarità: le comunicazioni avvengono esclusivamente tramite lettere raccomandate, posta elettronica certificata o attraverso l’app IO.
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