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Fusione Gattinara-Lenta forzatura di due sindaci | L’OPINIONE

Interviene sul tema Massimo Iaschi: «I cittadini hanno bisogno di informazioni corrette e veritiere, così come di promesse e supposizioni adeguatamente supportate da fatti».

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Fusione Gattinara-Lenta: Massimo Iaschi esprime la sua opinione sul tema.

Fusione Gattinara-Lenta, l’opinione

L’iter per il progetto di fusione tra Gattinara e Lenta prosegue negli uffici regionali e intanto continua a fare discutere sul territorio. Si registra l’intervento di Massimo Iaschi, professionista che ha un legame con entrambi i paesi: lentese, ma con l’ufficio a Gattinara, oltre ad essere stato ex presidente del Gattinara calcio. La prima commissione ha approvato all’unanimità la proposta di deliberazione che indice un referendum consultivo tra i rispettivi cittadini sulla fusione dei comuni vercellesi di Gattinara e Lenta. Il provvedimento passa ora all’esame dell’aula. La richiesta di fusione è stata avanzata dai consigli comunali di Gattinara e Lenta. Introducendo la proposta di deliberazione, il vicepresidente della Giunta regionale ha parlato di un percorso importante compiuto insieme dai due comuni, con un progetto dettagliato che tocca i diversi ambiti di interesse dei due territori.

Gli altri comuni

Massimo Iaschi intanto, lentese e professionista con ufficio a Gattinara, ha voluto esprimere la propria opinione. «Il sindaco di Lenta sostiene pubblicamente che se non ci fondiamo con Gattinara, saremo costretti a fonderci con i comuni di Ghislarengo, Arborio e addirittura con Formigliana, come indicato dalla Regione Piemonte. Non si spiegano i seguenti fatti. Sebbene Serravalle sia con Gattinara inclusa nell’elenco regionale del 2017, nessuno si è mosso per obbligare i serravallesi a fondersi con Gattinara; la motivazione è che un semplice dissenso di un sindaco ferma qualsiasi proposta di fusione. La legge regionale pone come prima regola per una fusione che i due comuni siano confinanti». E incalza: «Ne deriva, ad esempio, che se Ghislarengo non volesse fondersi con Arborio, Lenta rimarrebbe comunque esclusa da tutti gli altri comuni indicati dal sindaco di Lenta. Avete forse notizia dell’imminente fusione di Ghislarengo con Arborio? Nessuno ci obbliga a fonderci con Ghislarengo e quindi di cosa stiamo parlando?».

I referendum

Iaschi poi chiede informazioni certe: «I sindaci di Lenta e di Gattinara sostengono che la Regione ci obbligherà alla fusione con i comuni in elenco. Sappiate che è falso per i seguenti motivi: La regione non può obbligare dieci comuni a fondersi senza l’iniziativa dei rispettivi consigli comunali. Dobbiamo quindi credere che i dieci consigli comunali potrebbero essere unanimamente d’accordo con la fusione? Ho sentito la Regione Piemonte. L’indirizzo del consiglio regionale è di uniformarsi a quanto fatto in altre regioni italiane, le quali hanno trasformato il referendum consultivo in abrogativa. Vi informeranno che ci sono state addirittura due iniziative in tale senso; una è stata interrotta dal covid, ma verrà ripresa e non abbandonata».

L’appello ai sindaci

Quindi rivolge una richiesta ai sindaci: «Perché dirci “Abbiamo scelto Gattinara per avere un solo interlocutore e non dieci ?” (sindaco Rizzi), prospettando una situazione apocalittica. Chiedo che il sindaco Rizzi chiarisca per iscritto i motivi per cui l’iniziativa è stata presa senza informare i cittadini. Chiedo che il sindaco di Gattinara riveda pubblicamente e per iscritto quanto riferito nel consiglio comunale di Lenta del 30 aprile scorso riferendosi alle fusioni dicendo “tra qualche anno ce la imporranno”. Chiedo che il sindaco di Gattinara informi i lentesi se veramente Lenta è stata la terza scelta del suo “progetto” di sviluppo territoriale». Quindi chiude il suo intervento: «I cittadini hanno bisogno di informazioni corrette e veritiere, così come di promesse e supposizioni adeguatamente supportate da fatti».

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