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Quindici mesi di strada chiusa, proteste ad Ailoche: «Costretti a vivere nel disagio»
La denuncia di una famiglia: «Per raggiungere il luogo di lavoro usiamo due auto…»
Da più di un anno la strada che collega Ailoche a Noveis resta chiusa a causa di una frana. Un’interruzione che continua a creare pesanti disagi ai residenti della parte alta del Comune e a chi utilizza quotidianamente quel collegamento per raggiungere il posto di lavoro. A denunciare nuovamente la situazione è Barbara Carera, che già alcuni mesi fa aveva richiamato l’attenzione sul problema senza che, racconta, vi siano stati sviluppi. La frana risale all’aprile dello scorso anno.
«La strada doveva essere riaperta nell’ottobre del 2025, siamo a luglio del 2026 e non si vede ancora alcun intervento», afferma. Secondo la residente, il protrarsi della chiusura non penalizza soltanto le famiglie che vivono nella zona, ma anche le attività economiche e il turismo, privati di un collegamento ritenuto fondamentale per il territorio.
“Staffetta” con due automobili per andare al lavoro
Tra le conseguenze più evidenti della chiusura c’è la complessa organizzazione che alcune famiglie sono state costrette ad adottare. Il figlio di Barbara Carera, per raggiungere ogni giorno il luogo di lavoro, utilizza infatti due automobili.
«Parte da casa con una vattura, la lascia prima della frana e, oltre il tratto interrotto, ne tiene un’altra per proseguire verso Crevacuore», racconta la donna. «La sera ripete lo stesso percorso al contrario. Mi chiedo se sia una situazione normale. Abbiamo avuto pazienza per due anni, ma credo che un limite ci sia». L’unica alternativa rimasta è il collegamento attraverso Coggiola, un itinerario sensibilmente più lungo.
Strada invasa dalla vegetazione e nuovi problemi
Oltre alla frana principale, la famiglia segnala anche lo stato di abbandono del tratto successivo, che ricade nel territorio del Comune di Caprile. Secondo Barbara Carera, da quando la strada è stata chiusa non sarebbe più stata effettuata la normale manutenzione.
La vegetazione ha ormai invaso parte della carreggiata e, in alcune occasioni, sono pure caduti alberi e massi. «Mio figlio si è trovato alcune piante sulla strada e le ha dovute rimuovere personalmente con la motosega. Inoltre c’è stata anche una piccola frana, già segnalata al Comune di Caprile, ma finora senza riscontri. I sassi più grandi li abbiamo tolti noi», racconta.
L’appello alle istituzioni
La residente rivolge infine un appello affinché venga trovata una soluzione definitiva e il collegamento possa tornare percorribile nel più breve tempo possibile.
«Cerchiamo di non disturbare nessuno e paghiamo le tasse come tutti», conclude Barbara Carera. «Dopo due anni di pazienza credo sia arrivato il momento di tornare alla normalità. Io riesco a passare dalla strada della Viera, sistemata dal Comune di Coggiola, ma non capisco perché non si possa intervenire anche sul versante di Ailoche e Caprile. Riaprire questa strada significherebbe restituire un servizio essenziale ai residenti e dare nuovo respiro anche alle attività della zona».
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