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Rifugio Monte Barone riparte dopo l’incendio: i gestori tornano dopo due mesi
Dopo l’evacuazione di agosto, primo fine settimana nuovamente trascorso nella struttura. Proseguono pulizia, manutenzione e lavori in vista della riapertura.
Dopo due mesi di assenza, i gestori del rifugio Monte Barone sono finalmente tornati a trascorrere un intero fine settimana nella struttura all’Alpe Ponasca, in Valsessera. È un nuovo passo verso la futura riapertura del rifugio, pesantemente coinvolto nell’incendio che durante il mese di agosto aveva devastato una vasta porzione dell’alta valle.
Il ritorno è stato possibile grazie al ripristino provvisorio degli impianti effettuato dal Cai Valsessera. «Dopo due mesi dall’evacuazione siamo finalmente tornati al rifugio», hanno raccontato i gestori. Il fine settimana è servito soprattutto per pulizia e manutenzione, in preparazione dei prossimi interventi necessari prima della ripartenza definitiva.
Le prime riparazioni dopo il grande incendio
Nelle ultime settimane erano già iniziati i lavori per sistemare i danni provocati dal rogo. Uno degli interventi principali ha riguardato le tubazioni dell’acqua, danneggiate dalle fiamme. Il materiale necessario è stato trasportato a spalle dai volontari, mentre il Cai Valsessera si è occupato di procurare quanto serviva e della posa delle nuove condotte.
Un lavoro tutt’altro che semplice, considerando la posizione della struttura, a 1.587 metri di quota, e le condizioni ancora delicate dell’area. Il ripristino provvisorio degli impianti ha però consentito di tornare a vivere il rifugio, sia pure per pochi giorni, dopo una lunga assenza forzata.
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«Abbiamo trovato tante cose belle»
Il rientro ha riservato anche alcune sorprese. I gestori hanno raccontato di avere trovato le piante di patate ormai avvizzite, ma scavando nel terreno è comparso comunque un piccolo raccolto, accolto come un segnale positivo dopo settimane difficili.
Anche i fiori nelle aiuole e nei vasi hanno resistito all’assenza dei gestori e alle condizioni dell’estate. «La natura, ancora una volta, ci ha stupiti». Piccole scoperte che hanno avuto un forte valore simbolico, insieme alle visite e ai regali ricevuti durante il fine settimana.
Il fuoco aveva raggiunto il retro della struttura
L’incendio era iniziato il 3 agosto e per giorni aveva interessato l’alta Valsessera, arrivando a coinvolgere circa mille ettari di territorio. Il momento più critico era arrivato il 12 agosto, quando le fiamme avevano raggiunto il retro del rifugio Monte Barone e si era temuto che la struttura potesse essere distrutta.
L’intervento dei mezzi aerei aveva contribuito a contenere i danni, ma tutta l’area circostante era stata pesantemente colpita. Quando era stato possibile raggiungere nuovamente il rifugio, erano emersi soprattutto problemi alle tubazioni e alle strutture esterne, dando il via al lungo lavoro di ripristino.
Pulizia e manutenzione in vista della riapertura
Durante il recente fine settimana i gestori hanno quindi approfittato della permanenza per portare avanti lavori di pulizia, manutenzione e verifica degli spazi. L’obiettivo è preparare gradualmente la prossima riapertura, senza accelerare i tempi in un ambiente ancora fragile e segnato dal rogo.
Nei prossimi fine settimana proseguiranno anche le operazioni per trasportare a valle il materiale danneggiato e completare gli interventi necessari. «Sarà una riapertura in punta di piedi», avevano già spiegato i gestori, sottolineando la necessità di rispettare i tempi della montagna e del territorio.
Sentieri ancora da affrontare con prudenza
Anche la situazione dei sentieri impone attenzione. Il Cai Valsessera ha segnalato che alcuni percorsi sono tornati agibili, mentre altri restano chiusi o non ancora controllati dopo l’incendio. In alcune aree possono persistere cedimenti del terreno o fenomeni di combustione sotterranea.
Il ritorno dei gestori non significa quindi ancora piena normalità, ma rappresenta un passaggio importante. Il rifugio torna lentamente a essere vissuto, mentre proseguono i lavori per rendere nuovamente sicura e accessibile l’intera zona.
«Piccole cose che ci danno forza»
«Sono segnali forse piccoli, ma per noi profondamente significativi – hanno scritto i gestori -. Ci ricordano quanto sia speciale questo luogo e quanto sia importante continuare a prendercene cura». Il sostegno ricevuto in questi mesi è stato uno degli elementi più importanti durante il percorso di ripartenza.
«Grazie a chi è passato, a chi ci ha pensato, a chi ci sostiene. Sono proprio queste piccole cose belle che ci danno la forza e l’entusiasmo per proseguire». La riapertura del rifugio Monte Barone appare oggi un po’ più vicina, anche se il cammino resta graduale e improntato alla prudenza.
Foto dalla pagina social del rifugio
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