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Olimpiadi rinviate: Stefano Sottile costretto ad aspettare il 2021

Gli atleti dovranno rivedere del tutto la preparazione e bisognerà anche capire quali criteri di qualificazione verranno adottati.

Olimpiadi rinviate: Stefano Sottile costretto ad aspettare Tokyo 2021.

Olimpiadi rinviate: Stefano Sottile costretto ad aspettare

Anche Stefano Sottile adotta lo “smart working” per allenarsi, con il pensiero all’Olimpiade rinviata al 2021. Gli atleti dovranno rivedere del tutto la preparazione e bisognerà anche capire quali criteri di qualificazione verranno adottati. Sottile in questi giorni si sta allenando da solo a Borgosesia, sulla pista di atletica messa a disposizione del Comune. Si tiene contatto con la sua allenatrice tramite i social e WhatsApp caricando i video dei suoi allenamenti.

Stefano, come stai vivendo questa fase? Come si prepara un atleta professionista in tempi di coronavirus?

Di solito mi allenavo sotto gli occhi della mia allenatrice Valeria Musso a Torino, ma di fatto non posso muovermi anche perché il campo che frequentavo è chiuso. Quindi ho ottenuto dal Comune di Borgosesia di entrare al campo di atletica, ovviamente da solo. È un modo di allenarsi strano e diverso dal solito. Sono sempre comunque stato abituato ad avere un confronto diretto con il mio allenatore.

Stai sperimentando anche tu lo smart working?

In un certo senso sì. Mi sento telefonicamente con la mia allenatrice e poi faccio i video dei vari esercizi e allenamenti che eseguo, una volta terminati li invio e ci confrontiamo. Ovviamente essendo da solo non posso filmare tutto. Diciamo che sto cercando di mantenere la forma anche se la preparazione cambia del tutto. Un conto è essere a stretto contatto con il tuo allenatore che ti dà i suggerimenti e corregge l’errore, un conto è allenarsi da solo.

Come ti trovi al campo di San Secondo?

Bene. Qui ci sono cresciuto, anche se gli allenamenti come detto sono in completa solitudine. Purtroppo non essendoci i materassi non posso saltare, ma faccio tutto l’allenamento preparatorio. Mi manca però l’allenamento-tipo a cui sono stato sempre abituato.

E per il resto come passi le giornate?

A parte allenarmi sto a casa come prevede il dispositivo anche perché non voglio rischiare sanzioni. E poi spero davvero che questo periodo passi davvero in fretta perché c’è voglia di tornare alla vita normale.

Come vedi invece la questione Olimpiade? Ormai non si farà di certo in estate.

Fino a dieci giorni fa le davano per confermate, poi hanno parlato di un rinvio. Ora le spostano al 2021. Noi atleti rimaniamo però in balia degli eventi, sicuramente è una situazione non facile da gestire. Per quanto mi riguarda il minimo per le Olimpiadi per la Iaf l’ho fatto. Ce ne sono altri che non l’hanno ancora ottenuto perché le gare da febbraio sono state bloccate.  Io ho lavorato a lungo per arrivare alle Olimpiadi, non si possono preparare in poco tempo, ma ci vogliono almeno quattro anni per programmarle al meglio. Io ero ovviamente pronto per il 2020. Ma non sono di certo io a decidere.

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