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CronacaVarallo e alta Valsesia

Un intero mese di inferno: e la Valsesia continua a combattere contro il fuoco

Dal primo rogo di fine giugno ai Canadair ancora in azione, l’emergenza non si è mai fermata.

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È passato un mese dal primo rogo scoppiato nella tarda mattinata di lunedì 29 giugno nella zona della frazione Saliceto, nel territorio di Cravagliana, probabilmente innescato dalla caduta di un fulmine. Da allora il fronte delle fiamme si è progressivamente allargato, coinvolgendo in varie fasi Sabbia, Rima, Boccioleto e la Res di Varallo.

Ancora nella giornata di ieri, mercoledì 29 luglio, due Canadair hanno continuato a sorvolare l’alta valle, concentrando i lanci d’acqua soprattutto tra Cravagliana e Sabbia e operando fino a quando la luce del giorno lo ha consentito. E pure oggi, giovedì 30 luglio, le operazioni dal cielo sono riprese fin dalle 7 del mattino.

Un incendio dopo l’altro

Quello che inizialmente sembrava un episodio isolato si è trasformato rapidamente in una delle emergenze ambientali più lunghe degli ultimi anni. Il primo focolaio, alimentato dal caldo e dalla vegetazione secca, ha trovato condizioni favorevoli per espandersi lungo i versanti montani, richiedendo fin dalle prime ore l’intervento di vigili del fuoco, volontari Aib e mezzi aerei.

Con il trascorrere dei giorni la situazione si è aggravata. Le fiamme hanno raggiunto nuovi settori della valle, aprendo fronti contemporaneamente in diverse località. Da Cravagliana il fuoco si è esteso verso Sabbia, mentre altri incendi hanno interessato la zona di Rima, Boccioleto e la Res di Varallo. Ogni nuovo focolaio ha richiesto uomini e mezzi aggiuntivi, trasformando l’emergenza in una battaglia quotidiana.

Un mese di interventi senza tregua

Luglio è stato scandito da continui sorvoli di elicotteri e Canadair, impegnati a contenere le fiamme e a impedire che raggiungessero aree ancora più estese. In alcuni momenti la situazione è sembrata migliorare, ma il vento e le alte temperature hanno più volte riattivato focolai che sembravano ormai sotto controllo.

Nel corso delle settimane centinaia di ettari di bosco sono stati interessati dagli incendi, con squadre operative costrette a lavorare anche in condizioni particolarmente difficili per la conformazione del territorio. In più occasioni la viabilità è stata monitorata con attenzione e l’intero sistema di protezione civile ha mantenuto un livello di allerta elevato per garantire la sicurezza delle persone e limitare i danni al patrimonio naturale.

Un bilancio pesantissimo

Difficile fare un bilancio preciso della quantità di vegetazione bruciata, ma approssimativamente si stima un’area intorno tra i 600 e i 700 ettari, considerando che il 10 luglio si era arrivati quasi a quota 500.

Ai costi ambientali si aggiungono poi quelli per lo spegnimento: mezzi a terra, centinaia di ore di volo di Canadair ed elicotteri, interventi a protezione delle strade, costi del personale. E per fortuna ci sono moltissimi volontari delle squadre Aib giunte da mezzo Piemonte.

La battaglia continua

A distanza di un mese dal primo allarme, la Valsesia continua dunque a convivere con l’emergenza. Anche ieri, come detto, i Canadair hanno effettuato numerosi lanci d’acqua, concentrando gli interventi soprattutto tra Cravagliana e Sabbia, senza trascurare il fronte ancora attivo nella zona di Rima. Gli equipaggi hanno lavorato senza sosta fino al tramonto, sfruttando ogni minuto utile.

Oggi si riparte, cosapevoli che un rogo di queste dimensioni è ben difficile considerarlo spento se non quando piove, perché il fuoco corre anche sotto terra, alimentandosi con le radici. E rischiando che riparta anche dove la zona sembrava bonificata.

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