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CronacaVarallo e alta Valsesia

Minacce al sindaco di Varallo, il caso sul Tg1: «Nel mirino la comunità israeliana»

Il servizio riaccende l’attenzione sulla lettera con proiettile arrivata a Pietro Bondetti. Indagano la procura di Vercelli e la direzione distrettuale antimafia.

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Le minacce al sindaco di Varallo Pietro Bondetti sono finite anche al Tg1, con un servizio dedicato alla lettera intimidatoria recapitata in municipio nei giorni scorsi. Nel video il primo cittadino mostra il messaggio ricevuto e spiega che la vicenda è ora nelle mani degli investigatori, con il coinvolgimento della Digos.

Il caso, già al centro dell’attenzione in Valsesia, assume così una dimensione nazionale. La lettera, accompagnata da un proiettile, era indirizzata al sindaco, ma secondo quanto emerso il vero obiettivo dell’intimidazione sarebbe la comunità israeliana che negli ultimi mesi ha scelto la valle come luogo in cui vivere o acquistare casa.

Il riferimento alle famiglie israeliane

Nel servizio si parla di una settantina di famiglie israeliane che avrebbero comprato casa tra Varallo e altri centri della Valsesia. Una presenza legata anche al Progetto Baita, iniziativa che punta al ripopolamento dei paesi attraverso l’arrivo di nuovi nuclei familiari dall’estero.

Finora, viene sottolineato, tra residenti locali e famiglie israeliane non si sarebbero registrate tensioni particolari. Nessun problema di integrazione, nessun episodio di conflitto diretto, nessun clima ostile percepito nei rapporti quotidiani. Proprio per questo, in zona, l’idea più diffusa è che la minaccia possa essere arrivata da fuori. Qui sotto, il servizio andato in onda.

Le indagini e la pista esterna

Sul caso sono al lavoro la procura di Vercelli e la direzione distrettuale antimafia. Gli accertamenti dovranno chiarire l’origine della lettera, l’attendibilità della sigla utilizzata e il reale livello di pericolo collegato al messaggio intimidatorio.

Bondetti, dopo aver ricevuto la busta, ha subito segnalato l’episodio alle autorità. Il contenuto della missiva prende di mira l’arrivo di cittadini israeliani in Valsesia e usa toni pesantissimi, arrivando a evocare l’uso delle armi. Un salto di qualità che ha suscitato allarme e una condanna unanime da parte del mondo politico locale.

Una valle che respinge l’odio

Nelle ore successive alla notizia, amministratori e rappresentanti istituzionali hanno espresso solidarietà al sindaco di Varallo e alla comunità coinvolta. Il messaggio arrivato dal territorio è stato netto: il confronto, anche su temi delicati e internazionali, non può mai trasformarsi in intimidazione o minaccia.

La Valsesia viene descritta da chi la vive come una terra tranquilla, abituata all’accoglienza e al rispetto reciproco. Per questo l’episodio ha colpito profondamente le comunità locali: non solo per la gravità della minaccia, ma anche perché sembra voler portare sul territorio tensioni che fino a oggi non appartenevano alla convivenza quotidiana della valle.

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