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Mezza Lenta dice di no alla fusione con Gattinara

«Non è una guerra contro Gattinara, abbiamo chiesto solo di tutelare l’autonomia del nostro paese»

Mezza Lenta dice di no alla fusione con Gattinara. A compimento dell’impegno preso con la popolazione, il 30 marzo scorso., è stata depositata negli uffici comunali di Lenta, da parte dei firmatari dell’iniziativa “Non con-Fondiamoci” la petizione che vuole impegnare l’amministrazione comunale di Lenta a non proseguire sulla strada della fusione con la città di Gattinara.

Il 50% dice no

E i promotori dell’iniziativa snocciolano numeri: «La petizione è stata firmata di proprio pugno da 406 residenti che rappresentano molto più del 50% degli aventi diritto al voto iscritti nelle liste elettorali del paese». Numeri che fanno pensano: «Un risultato inatteso anche da noi stessi promotori della petizione, ma che testimonia quanto la contrarietà alla fusione sia stato un sentimento spontaneo e non indotto nella maggioranza della popolazione di Lenta».

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I promotori della petizione poi precisano: «Non vogliamo certo dimenticare la complessità del momento dal punto di vista della salute pubblica, come pure della serietà di questo problema, e siamo ben coscienti che sarebbe stato sicuramente meglio poter affrontare questa disputa con più tranquillità e con più confronti pubblici, in un diverso periodo. Ma ci siamo trovati con una proposta di fusione già pronta, senza adeguata discussione pubblica, e già data per fatta, senza mai esserne venuti a conoscenza, né noi lentesi e nemmeno i gattinaresi. Sarebbe quindi bastato, per poter approfondire la cosa, che le due amministrazioni comunali di concerto, avessero chiaramente preso le distanze in maniera ufficiale da questa impellente volontà, concedendo tempo alla discussione e rimandandola al prossimo anno. In fondo che fretta c’è?».

 

Un Commento

  • Ferdinando Travisan ha detto:

    Prego questo Redazione di rettificare il titolo dell’articolo che è bugiardo e fuorviante. Perché, dicendo che metà Lenta è contro la fusione, si presume che l’altra metà è a favore. Invece, come dimostrano le 406 firme raccolte, questo numero rappresenta una larga maggioranza della popolazione.

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