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Giacomo Verri terzo libro per il prof di Borgosesia

“Un altro candore”, pubblicato da Nutrimenti, si pone come un romanzo corale che segue la vita e i destini di alcuni personaggi legati tra di loro, per vincoli familiari o situazioni

Giacomo Verri terzo libro per il prof di Borgosesia. Si intitola “Un altro candore” la terza opera dello scrittore, insegnante di lettere alle scuola media di Borgosesia.

Giacomo Verri terzo libro per il prof di Borgosesia

Dopo “Partigiano inverno” e “Racconti partigiani” il nuovo libro presenta un tempo della narrazione dilatato pur muovendo le vicende dalla guerra di Liberazione, ma accompagnando i personaggi sino alla soglia degli anni Novanta.
“Un altro candore”, pubblicato da Nutrimenti, si pone come un romanzo corale che segue la vita e i destini di alcuni personaggi legati tra di loro, per vincoli familiari o situazioni. E la Resistenza rimane il fulcro da cui prendono forma le diverse traiettorie di una trama che elabora le ripercussioni sull’esistenza dei protagonisti negli anni successivi.

I personaggi

Tutto filtrato in una chiave molto più intima rispetto ai precedenti libri: «“Un altro candore” percorre la vita di alcuni personaggi i cui sentimenti e i cui amori sono segnati da affetti e passioni che si possono considerare “diversi”, fuori dalla norma, almeno se calati nel contesto cronologico in cui sono collocate le vicende – introduce Verri -: c’è l’amore omosessuale al tempo della guerra tra una coppia di partigiani, che viene risvegliato trent’anni dopo in seguito a un episodio di cronaca da cui parte il libro, c’è un’ex-staffetta che per scelta finisce a fare la prostituta, e altre storie di relazioni difficili, di tradimenti, di affetti e violenze».

Linguaggio

Se “Un altro candore” acquista un respiro più ampio nella complessità e nell’originalità della trama, c’è un secondo aspetto che segna una demarcazione rispetto ai precedenti libri “partigiani” : «E’ più tradizionale nella forma e nella lingua – evidenzia l’autore -. Ho usato un linguaggio meno sperimentale, accantonando la ricerca linguistica che era stato elemento caratterizzante dei primi due».

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