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Vercelli piange Tony Buonocore, una vita spesa tra cultura, arte e solidarietà
Aveva 79 anni ed era stato per oltre vent’anni dirigente comunale. Ha lasciato un’impronta profonda nella vita culturale cittadina.
Antonio “Tony” Buonocore è morto giovedì 1 ottobre all’ospedale di Novara, all’età di 79 anni. Per 23 anni dirigente del settore Cultura del Comune di Vercelli, ha accompagnato una lunga stagione di trasformazioni culturali della città, lavorando con amministrazioni e assessori di orientamenti politici diversi.
Nato a Eboli e laureato in Lettere alla Federico II di Napoli, arrivò in Comune nel 1979 e rimase in servizio fino alla pensione, alla fine del 2002. Colto, ironico e capace di trasformare le idee in progetti, viene ricordato da Marco Barberis come «un grande sognatore pratico».
Dalle grandi iniziative alla musica
Tra le esperienze che portarono la sua firma ci fu “Transformazioni”, progetto che rilesse gli spazi urbani attraverso l’arte, suscitando curiosità e discussioni. Buonocore cercava continuamente nuovi linguaggi per coinvolgere la città, mantenendo un rapporto stretto anche con il mondo dello sport e delle associazioni.
Negli anni sostenne numerose realtà culturali, tra cui la Camerata Ducale, oggi affermata a livello internazionale. Il gruppo lo ha ricordato come una presenza concreta e attenta: il suo sostegno contribuì alla crescita di molte esperienze cittadine, spesso ancora agli inizi quando incontrarono il suo appoggio.
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L’impegno contro il cancro e per la memoria
Dopo aver affrontato personalmente un tumore, Buonocore divenne referente vercellese dell’Airc. Difese con convinzione la ricerca scientifica e la medicina, impegnandosi anche contro false cure e promesse prive di fondamento.
Arte e solidarietà si unirono nel progetto “Letterature urbane”, mentre l’impegno civile lo portò anche nell’Istituto per la storia della Resistenza e nel Festival di poesia civile. Lascia le figlie Carmen e Monica. Vercelli perde una delle figure più originali della propria vita culturale recente.
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