AttualitàBorgosesia e dintorni
Acqua sempre più scarsa in Valsesia: in difficoltà Valduggia, Quarona e Varallo
Dopo mesi con precipitazioni molto ridotte, sorgenti e pozzi stanno abbassando la loro portata. Cordar invita i cittadini a evitare ogni spreco.
Valduggia, Quarona e alcune zone di Varallo stanno facendo i conti in questi giorni con problemi nell’approvvigionamento idrico, dopo un settembre particolarmente caldo e povero di precipitazioni. Le riserve d’acqua continuano progressivamente ad abbassarsi e gli effetti si stanno facendo sentire sugli acquedotti della Valsesia.
«Il fatto è che manca acqua. È un problema che si trascina da quest’estate – spiega il presidente di Cordar Valsesia, Lorenzo Mirabile -. A settembre non ci sono state piogge tali da poter rifornire sorgenti e acquedotti. Abbiamo segnalazioni da Valduggia, Quarona e Varallo, in zona Case sparse, per problemi legati alla mancanza di acqua».
L’appello: «Evitate gli sprechi»
La situazione deriva da un lungo periodo caratterizzato da piogge insufficienti, che ha progressivamente ridotto la disponibilità della risorsa. «Cordar sta lavorando per cercare di garantire il servizio – prosegue Mirabile -. Le nostre squadre stanno correndo in tutto il territorio, ma è necessaria anche la collaborazione dei cittadini».
L’invito è quindi a utilizzare l’acqua soltanto per le effettive necessità quotidiane, evitando impieghi non indispensabili. Niente irrigazione dei giardini o lavaggio delle automobili, soprattutto nelle fasi di maggiore criticità. «Ci vuole un uso razionale dell’acqua perché di fatto manca la materia prima», sottolinea il presidente di Cordar. In realtà, nei prossimi giorni potrebbe arrivare qualche pioggia: ma ben difficilmente sarà sufficiente a modificare la situazione.
Sorgenti alternative e controlli sulle perdite
Accanto all’appello alla popolazione, Cordar sta intervenendo sulla rete per individuare eventuali dispersioni. «Siamo dietro alle perdite e i tecnici sono attenti a tutte le segnalazioni», spiega ancora Mirabile. L’obiettivo è recuperare ogni quantità d’acqua disponibile e mantenere il più possibile regolare il servizio.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche il recupero di sorgenti attualmente non utilizzate. «Stiamo valutando di prendere acqua da altre fonti, naturalmente dopo aver effettuato un test di potabilità. Le cisterne sarebbero soltanto un palliativo e non risolverebbero il problema. L’autobotte verrà utilizzata come ultima istanza».
A Quarona il pozzo ha quasi dimezzato la portata
Particolarmente significativa è la situazione di Quarona. Il pozzo che alimenta il paese è passato dai circa 13 litri al secondo garantiti in condizioni normali a soli 7 litri. La minore portata provoca un forte calo della pressione, con conseguenti difficoltà nel far arrivare l’acqua nelle zone più alte o più lontane.
Tra le aree maggiormente interessate ci sono il Gibellino, la Badia, i piani superiori dei condomini senza autoclave, la parte alta del paese verso Roccapietra e la zona in direzione del laghetto. In alcune abitazioni l’acqua arriva quindi con difficoltà, soprattutto nei momenti di maggiore consumo.
Un nuovo pozzo da 200mila euro
Il Comune di Quarona ha intanto ottenuto l’autorizzazione per realizzare un nuovo pozzo più profondo nella zona del laghetto. L’investimento previsto è di circa 200mila euro e i lavori dovrebbero partire nelle prossime settimane, con l’obiettivo di rafforzare in maniera strutturale l’approvvigionamento.
«Questo nuovo pozzo, insieme a quello esistente, ci metterà al sicuro per il futuro», spiega il sindaco Francesco Pietrasanta. L’intervento diventa ancora più importante alla luce di una situazione meteorologica che continua a mantenere sotto pressione l’intero sistema idrico.
Piogge ferme a meno di un terzo della media
Il quadro piemontese conferma la situazione di forte carenza di precipitazioni. A settembre la media storica regionale è di 103,5 millimetri di pioggia, mentre quest’anno il dato si è fermato a 29,1 millimetri, meno di un terzo rispetto ai valori normalmente registrati.
Anche l’inizio di ottobre si inserisce nello stesso andamento che ha caratterizzato giugno, luglio e agosto: temperature spesso superiori alle medie, precipitazioni scarse e corsi d’acqua ridotti. La siccità resta quindi un problema concreto per la Valsesia, con acquedotti e sorgenti che attendono piogge consistenti per poter recuperare.
Foto d’archivio
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

